Condividere Gesù… in residenza

Mi chiamo Livia e da quest’anno sono coordinatrice del GBU a Torino. All’inizio dell’anno accademico ho saputo che non avrei più dovuto fare la pendolare come l’anno scorso perché avevo vinto un posto letto in una residenza universitaria a Torino. Poco dopo ho scoperto che mi era stato assegnato un posto distante dall’università, in una città a circa un’ora da Torino. Ero molto scoraggiata perché pensavo che questo avrebbe ostacolato il mio lavoro per il GBU. Dopo essermi trasferita in questa residenza ho conosciuto un paio di persone e le ho invitate alcune volte al GBU, sia al gruppo italiano che al gruppo internazionale. Dopo un paio di settimane alcuni dei non credenti che frequentavano il GBU si sono trasferiti nella mia residenza, e poi altri, altri e altri ancora. Con questo ho capito che ogni circostanza in cui ci troviamo fa parte dei piani di Dio, dobbiamo essere in grado di cogliere le occasioni che Lui ci dà.

Adesso ho l’opportunita di fare ciò che mi piace di più, cioè parlare di Gesù, tutto il tempo. Basta scendere in reception a prendere un caffè e dopo qualche minuto c’è qualcuno che mi fa domande su Gesù; i pasti che mangio in cucina ormai sono quasi tutti “eventi evangelistici”, cerco sempre di cucinare un po’ di più perché so che c’è sempre qualcuno che si aggiunge a me. Prima di Natale ho ordinato alcuni Vangeli nella lingua delle persone che stavo evangelizzando qui e per il 25 li ho messi in dei pacchetti regalo con delle dediche e li ho consegnati in reception di modo che arrivassero alla loro stanza. Tutti quelli che li hanno ricevuti sono stati molto contenti, la maggior parte mi ha detto che li sta leggendo ed è già sorta qualche domanda. Il 16 gennaio è stato il mio compleanno quindi mi è sembrata una buona scusa per evangelizzare; ho prenotato una stanza nella residenza, ho invitato questi miei amici a mangiare una pizza con me e ho invitato il gruppo del GBU internazionale (che ormai sono amici con questi ragazzi della mia residenza) i miei genitori hanno portato una torta e voilà! Sono bastati un paio di amici credenti per qualche ora insieme a questi amici non credenti per dimostrare loro l’amore di Cristo. I ragazzi della residenza sono stati molto contenti della serata e hanno espresso il desiderio di continuare a frequentare il GBU. L’evangelizzazione qui va alla grande grazie a Dio. Vi chiedo di sosternerci in preghiera, molti di questi miei amici vengono da paesi dove potrebbe essere molto difficile essere cristiani, ma noi crediamo nella potenza di Dio.

Con questa testimonianza vorrei incoraggiavi a investire del tempo nelle relazioni che avete con i non credenti: un caffè, un pasto assieme e vedrete che ci sono molte persone che apprezzeranno la vostra amicizia e che non vedono l’ora di sentire parlare di Gesù da un amico. Il Signore ci chiama a fare il primo passo, a metterci in gioco per Lui, anche se sembra difficile, anche se sembra che siamo da soli, Lui ci sostiene sempre e non si vergognerà di noi!

Un abbraccio dal GBU di Torino.

Livia Kaizer
(GBU Torino)