,

Formación 2016

Banner Formacion

Formación è la parola spagnola per formazione. Si riferisce alla necessità di crescere come persona a tutti i livelli: fisico, emotivo, intellettuale e spirituale.

Student Leadership Formación (SLF) è un evento promosso da IFES Europa che vuole incoraggiare questa crescita attraverso una grande varietà di stili di formazione tra cui il lavoro di squadra, il tutoraggio, un progetto di servizio pratico della comunità locale, esposizioni della Bibbia, seminari, gruppi di discussione e attività all’aria aperta.

SLF è stato progettato appositamente per gli studenti che sono attualmente coinvolti nella guida di un gruppo universitario, e anche per coloro che sono potenziali leader studenteschi. Questo vale per la leadership a qualsiasi livello: coordinatori di gruppi locali, guide in uno studio biblico, leader in un team evangelistico…

Questa estate in Polonia, dal 4 al 13 agosto, si incontreranno diversi leader e potenziali leader, provenienti da oltre 35 paesi di tutta Europa per imparare ed esplorare insieme la leadership in relazione al Regno di Dio. Per Formación 2016 i partecipanti avranno occasione di imparare dalla vita di Mosè e avere varie opportunità di apprendimento che permetteranno loro di ascoltare Dio, mentre crescono nella propria capacità di leadership.

Che tipo di persona Dio chiama a guidare?

Come faccio a sapere che sono stato chiamato?

Come può un leader crescere senza esaurirsi?

La conferenza IFES Student Leadership Formación è un evento chiave in cui questo tipo di domande trovano risposte e dove si formano amicizie per tutta la vita.

Dall’Italia parteciperanno tre coordinatori: Adelina Puscasu (GBU Padova), Debora Oxenham (GBU Roma Tre) e Benji Di Lullo (GBU Firenze), insieme a Carol Rocha, coinvolta nello svolgimento del programma. Preghiamo per loro!

,

INSIEME!

Stare INSIEME alla Festa GBU… che meraviglia! Studenti da tutta Italia (e non solo) riuniti in uno stesso posto con l’obiettivo di lodare Dio ed essere incoraggiati a continuare a portare avanti lo scopo per cui lavorano insieme durante l’anno, ossia condividere Gesù da studente a studente. Ed è proprio per questo che tutte le volte non vedo l’ora di andare.

Arrivata a Poggio quest’anno sentivo già l’aria di festa e sapevo che avrei passato tre giorni benedetti pieni di gioia, ma anche di sfide da cogliere. E così è stato. Pochi giorni, ma intensi, in cui la parola “insieme” non è stata soltanto il dono che Dio ci ha fatto riunendoci tutti lì, ma è diventata anche il tema dell’intero convegno, facendoci vedere il tutto in un’ottica ancora più bella. Insieme abbiamo partecipato a dei laboratori in cui abbiamo potuto scoprire di più di alcuni passi della Bibbia confrontandoci tra di noi. Insieme abbiamo avuto la possibilità di seguire dei seminari, che ci hanno presentato argomenti diversi tra loro. Spesso noi studenti arriviamo alla festa con tante domande: come posso presentare il vangelo ad un mio amico? Come posso organizzare un evento evangelistico nella mia università? Come posso affrontare le mie sfide da un punto di vista cristiano? Ecco, questo è il momento in cui alla festa si cerca di rispondere a domande del genere, non soffermandosi sulla teoria, ma avendo uno staff pronto a darci consigli pratici.

Non sono mancati inoltre momenti in cui stare insieme tra risate, giochi e divertimento nei vari programmi serali e, oltre a questo, sentire testimonianze dirette di chi sta vivendo delle esperienze nel GBU. E penso che quest’ultima sia una delle parti più belle perché ti fa vedere come Dio sta operando concretamente attraverso questo speciale strumento.

Abbiamo poi potuto riflettere, attraverso gli studi del predicatore Stefano Molino, su come i primi cristiani nel libro degli Atti pregavano, annunciavano il vangelo e prendevano decisioni rispetto a questioni complicate sempre insieme. È stato interessante vedere come il cristianesimo comincia insieme e come ancora oggi Dio ci spinge a continuare insieme. Abbiamo visto gli insegnamenti degli Atti proiettati nella nostra realtà GBU, in cui non è sempre tutto facile, a volte possiamo sentirci schiacciati dalla responsabilità di comunicare il vangelo, ma è molto incoraggiante il fatto che siamo chiamati a fare tutto questo insieme. Dio durante la Festa mi ha ricordato l’importanza della preghiera e penso che questa sia una sfida per tutti noi nei nostri vari gruppi GBU locali, in cui prima di fare qualsiasi cosa dovremmo trovare lo spazio per pregare ed impegnarci ad esserci tutti insieme, per condividere il peso e anche le gioie del nostro compito. Non possiamo fare niente senza metterci prima a pregare. Per questo durante il convegno ho trovato molto utile la stanza della preghiera, uno spazio in cui abbiamo ricevuto tanti spunti per pregare con e per gli altri. Grazie a tutto questo nei tre giorni alla Festa abbiamo potuto vivere un’esperienza insieme simile a quella degli apostoli, abbiamo ricevuto tanto e io ringrazio Dio per la possibilità che mi ha dato di esserci stata. Ma non è finito tutto lì. Come Gesù ha chiamato loro ad andare a predicare il vangelo, ancora oggi continua a chiamare noi lanciandoci la stessa sfida. Tocca a noi adesso coglierla e portarla avanti nella nostra vita quotidiana e nei nostri gruppi GBU.

“ Soltanto, dal punto a cui siamo arrivati, continuiamo a camminare per la stessa via”…INSIEME! (Filippesi 3:16)

Shanizee Scorsone
(GBU Milano)

,

Come nasce un gruppo GBU

Sono molto felice di poter condividere con voi alcune delle cose che sono successe qui a Padova negli ultimi mesi. Come forse già sapete, da un po’ di anni mancava un gruppo GBU stabile nell’Università di Padova, io l’ho scoperto quando nell’ultimo anno del liceo stavo valutando le varie università nelle vicinanze e contemporaneamente mi stavo informando sui vari gruppi GBU.
Assieme alla tristezza del non avere trovato nessuno, cresceva anche il desiderio nel mio cuore di poter iniziare qualcosa, un desiderio che ha iniziato a prendere forma solo con l’inizio di questo anno accademico quando un mio caro amico, che per anni è stato coordinatore del gruppo GBU di Pisa, mi ha messa in contatto con Chris.
Verso metà ottobre, dopo poche settimane, ci siamo trovati per vedere cosa si poteva fare e pregare per la nascita di un gruppo. Nel frattempo si era aggiunta anche Emily, una ragazza inglese venuta a Padova per l’Erasmus. Ringrazio il Signore per come ha guidato ogni cosa nel corso di questo semestre, quello che sembrava incerto e difficile Lui lo ha reso possibile! Al primo incontro eravamo già in quattro, si erano GBU Padova 1aggiunte altre due ragazze: Jessica e Gloria. Nessuna di noi aveva avuto altre esperienze con il GBU, dopo l’iniziale smarrimento e la timidezza che all’inizio provavamo, il nostro primo incontro si è svolto con molta serenità ma al tempo stesso con molta emozione: abbiamo avuto l’opportunità di conoscerci un po’, di condividere le nostre testimonianze e pensare a come organizzare gli incontri del nostro piccolo gruppo. Stava nascendo finalmente qualcosa di concreto, una risposta alle nostre preghiere e speranze e ancora una volta ho potuto vedere come il Signore non tarda a dare una risposta a coloro che vogliono servirLo. Abbiamo deciso di meditare insieme il Vangelo di Giovanni, considerandolo un ottimo punto di partenza grazie alla ricchezza delle verità che contiene. Dopo qualche settimana altri tre ragazzi (Marco, Elia e Naomi) hanno iniziato a frequentare i nostri incontri. La loro presenza è stata un ulteriore incoraggiamento e insieme abbiamo proseguito con la lettura e la meditazione di Giovanni.
Una delle cose che più ci dà gioia è il fatto che insieme riusciamo a far emergere dalla lettura dei brani degli aspetti che in precedenza non avevamo considerato, a riflettere seriamente sul significato di ogni singolo versetto, arricchendoci così a vicenda e portando a casa ogni settimana degli insegnamenti preziosi.

Continua a leggere

,

Quanto è attuale la Bibbia?… Vieni a scoprirlo!

La Bibbia è il libro di Dio, valida non soltanto per l’antichità ma anche per oggi. Il problema è che a volte sembra troppo remota per essere di alcuna utilità…

A Bible & Culture vogliamo imparare come pensare in modo intelligente partendo dalla Parola di Dio, per vedere come Dio parla e come vuole che viviamo nella società di oggi. Vogliamo sapere come uscire dalla chiesa ed entrare nel mondo, vivendo in modo integro come seguaci di Gesù.

Tutto questo lo otteniamo scavando nella Bibbia, in profondità, con l’aiuto di alcuni ottimi insegnanti, e nel percorso impariamo sempre di più sul carattere del nostro Dio e Salvatore. Insieme alla Parola di Dio vogliamo anche osservare il mondo, con quello che John Stott chiamava il duplice ascolto: leggere i giornali con un occhio e la Bibbia con l’altro, sempre cercando di capire la nostra utilità, come popolo di Dio, per Lui e per la sua creazione.

Bible & Culture è un momento per gettare delle fondamenta che, speriamo e preghiamo, il Signore userà per edificare la tua vita come suo seguace per il resto dei tuoi giorni.

Bible & Culture si svolgerà a Berlino, dal 28 giugno al 26 luglio 2016. Sul sito di Bible & Culture trovi tutte le informazioni riguardo il posto, i costi e come registrarsi. Ovviamente il programma è tutto in inglese.

B&C1

Ecco la testimonianza di alcuni italiani che hanno partecipato negli anni passati.

Già da studentessa ero a conoscenza dell’esistenza di Bible & Culture e avevo sempre pensato che mi sarebbe piaciuto parteciparvi. L’anno scorso, per una serie di circostanze che il Signore ha preparato, e grazie all’input di qualcuno nel GBU che mi ha detto: “ma perché non ci vai?” mi sono decisa a partire. È stata davvero una buona decisione: non credevo fosse possibile imparare e crescere così tanto nell’arco di quattro settimane! È stata una vera benedizione poter spendere del tempo studiando la Bibbia in modo induttivo ed intensivo, andando a fondo in alcune verità bibliche, imparando rispondere ai problemi della cultura postmoderna con la Bibbia alla mano e a riflettere su quale sia la mia identità in Cristo. Ho anche vissuto preziosi momenti di comunione fraterna, imparando a conoscere persone provenienti da tutta Europa, persone molto diverse da me ma con uno stesso obiettivo: conoscere meglio Cristo ed essere Suoi testimoni nel mondo. Incoraggio i laureati a pregare e prendere in considerazione l’idea di partecipare, quest’estate o nei prossimi anni; è davvero un’esperienza che può cambiare la vita. (Alessia Crispo, Napoli)

Ero davvero incuriosito di poter partecipare a una formazione biblica intensiva per laureati nell’ambito dei GBU internazionali,così ho colto la palla al balzo e sono partito per Berlino in un periodo in cui ero alla ricerca di risposte per il mio futuro, tenendo stretto il desiderio di rimanere legato al GBU anche da laureato e voler continuare a servire il Signore nell’ambito accademico o lavorativo.
Lì ho trovato davvero persone interessanti, provenienti da ogni parte del continente e oltre, con cui è stato bello confrontarsi sulle esperienze e sfide di testimonianza in ambiti culturali molto diversi. La formazione profonda su vari temi metteva in luce come la Bibbia ha permeato le nostre culture nei secoli e non si può escluderla dalle nostre società, perciò il confronto con persone non cristiane e l’affrontare argomenti come ambiente, politica, arte, ecc. (seminari a scelta nella formazione) devono far riferimento alle Scritture per testimoniare in modo efficace della fede in Gesù Cristo!
Un ambiente informale e amichevole, immerso nella natura continentale alla periferia della capitale tedesca, hanno aiutato ad acquisire meglio le tante nozioni imparate, per un riscontro pratico nelle nostre vite e non limitato alla teoria accademica piuttosto fredda.
(Michele Del Giudice, Bari)

E’ stato tutto al di là di ciò che immaginavo, ed anche una gioia aver ricevuto il sostegno di fratelli e sorelle permettendomi di affrontare questo mese intenso.  I corsi sulle tematiche sociali e di attualità (ho frequentato Politica ed Ambiente) sono stati molto utili per analizzare alcune problematiche e capire come approcciarsi ad esse con la Bibbia in mano essendo così più preparati a condividere il vangelo partendo da fatti quotidiani. Riguardo allo studio della Parola, due passi biblici in particolare sono saldi nella mia mente ancora a distanza di quasi due anni: Marco 8:34-38, Osea 6:6. Penso a come “rinunciare a se stessi, prendere la propria croce, e seguire Cristo” significhi in fondo ricercare e desiderare ciò che Dio stesso desidera, bontà e conoscenza di Lui. Prego che tutto ciò sia sempre vivo e vissuto nella vita di tutti i giorni essendo sempre più trasformati ad immagine di Cristo e portando altri a conoscerlo condividendo il Suo vangelo in modo sempre più fedele, rilevante e di impatto. (Andrea Becciolini, Firenze)

,

Una settimana a Riga

Ciao, mi chiamo Zach e sono un volontario Interaction a Siena. Quest’anno ho partecipato al Viaggio di Missione GBU a Riga, in Lettonia, dal 5 all’11 marzo. Vorrei raccontarvi com’è andata e condividere qualche riflessione.

La settimana:

Siamo arrivati a Riga di sabato; abbiamo avuto l’occasione di visitare Fjorilda che era ancora in ospedale [Fjorilda è stata investita da un’auto il 24 febbraio]. Era molto felice di vederci tutti e abbiamo trascorso un paio di ore a chiacchierare con lei… in italiano ovviamente, mentre sua mamma e il Segretario Generale del movimento lettone non capivano una parola…

La settimana evangelistica è iniziata con un incontro domenica sera in cui abbiamo parlato del programma. I giorni erano pienissimi: la mattina dopo colazione c’era una meditazione e ci preparavamo per andare all’università. Il nostro gruppo di volontari era numeroso quindi potevamo dividerci nei diversi campus della città. Passavamo circa 3 ore a parlare con gli studenti e a invitarli agli eventi serali. Nel pomeriggio poi allestivamo per le serate e iniziavamo a preparare il cibo. Alle 18:00, prima di aprire le porte, pregavamo insieme. Gli eventi duravano un paio d’ore e poi c’erano sempre persone che si fermavano a parlare. Dopo aver pulito e messo in ordine tornavamo a casa, verso le 23:00, cucinavamo un po’ di pasta per cena e poi andavamo a dormire. Ed è stato così per 4 giorni di seguito! E’ stata dura ma anche molto gratificante.

Alla prima serata si sono presentati in più di 120! Non avevamo abbastanza pasta per sfamarli tutti! Abbiamo fatto una presentazione della cultura italiana, con un quiz sull’Italia e una dimostrazione dei gesti italiani (tra le altre cose). Abbiamo spiegato chi eravamo e che nel resto della settimana avremmo parlato di domande importanti su Dio, invitandoli a partecipare.

riga1riga2

 

La seconda sera ho fatto un po’ di musica dal vivo e poi Giovanni ha dato un messaggio in risposta alla domanda: “Perché Dio non si rivela in modo più chiaro?”. Ha sostenuto che Dio si è rivelato chiaramente nella creazione, nella Scrittura e in Gesù! Erano presenti più di 60 persone e al tempo di domande alla fine, molti studenti musulmani hanno posto delle domande e sono rimasti a parlare a fine serata.

La terza sera abbiamo visto La Vita è Bella e Francesco ha parlato della sofferenza. Ha spiegato che il cristianesimo dà diverse risposte al perché Dio permetta la sofferenza, ma alla fine il cristianesimo è meno interessato a spiegare il perché della sofferenza quanto a offrire la speranza che un giorno non soffriremo più. Erano presenti circa 50 studenti e ancora una volta molti si sono fermati a parlare.

L’ultima sera ho di nuovo suonato e cantato, e poi Giovanni ha esposto il piano della salvezza, spiegando il vangelo, parlando del ravvedimento e invitando le persone a credere in Gesù. Sono rimasto colpito dall’attenzione con la quale le persone lo ascoltavano. Penso che fossero presenti più di 60 persone. Alla fine c’erano un po’ di domande e Giovanni ha risposto in modo chiaro e gentile con la verità. Molte più persone delle altre sere si sono fermate a parlare. C’era una ragazza dell’Uzbekistan che ha parlato con Giovanni dicendo che credeva ma c’era qualcosa che la ostacolava. Altri erano molto interessati nel conoscere di più sulla Bibbia e su Gesù.

Nell’insieme sono stati momenti decisamente incoraggianti con molti studenti interessati a scoprire chi è Gesù.

Una riflessione:

Mi sono spesso sentito a disagio sul campus a cercare di iniziare le conversazioni; mi sentivo un venditore e non è una bella sensazione. Ma in questa settimana ho imparato che Dio usa la tua disponibilità. Ho fatto molta fatica ad approcciare le persone, ma nei primi due giorni ho avuto delle ottime conversazioni con un paio di persone che ho poi rivisto il terzo giorno: sono stati loro a venirmi a salutare e a voler parlare ancora. Così ho avuto modo di spiegare meglio il vangelo e ho coinvolto Giovanni nella conversazione anticipando ciò di cui avrebbe parlato la sera. Queste poche persone che ascoltavano il vangelo valevano tutti i rifiuti che avevo ricevuto da altri. Credo che Dio ci usi in modo particolare quando siamo a disagio.

Pregate per tutti quelli che hanno ascoltato il vangelo in quella settimana! Pregate che questi studenti possano incontrare e conoscere Gesù come loro Signore e Salvatore.

Zachary Smith
(Interaction Siena)

,

The Mark Drama | Riscoprire il Vangelo

È bello tutte le volte vedere il Signore all’opera, e tutte le volte restare a bocca aperta per le meraviglie che compie quando ci sono persone col cuore disposto a servirlo. E ancora una volta il miracolo del Suo intervento si è verificato il 12 ed il 13 Febbraio, dove in poco più di due giorni la chiesa di Città di Castello (PG) ha preparato e messo in scena The Mark Drama. All’inizio delle prove c’era un misto di nervosismo e di eccitazione per quella che si preannunciava essere una nuova sfida per presentare il Vangelo in modo nuovo e fresco.
Non sono mancati gli attacchi e gli imprevisti che hanno colto alcuni degli attori, ma il Signore è stato fedele nel preservare i credenti impegnati in quest’opera.
È stato davvero incoraggiante lavorare con un gruppo così eterogeneo: l’età variava tra i 22 e i 70 anni ma in tutti loro ho riconosciuto quell’impegno e quell’energia che viene fuori quando sai che Dio vuole usarti per uno scopo speciale.
È stato anche bello per tutti riscoprire il Vangelo che più volte abbiamo letto. Sfumature che alla lettura possono sfuggire, sono emerse fortissime durante la rappresentazione: Gesù perfetto Dio, ma anche perfetto uomo; i discepoli che non sempre erano consapevoli di chi fosse il loro maestro; la profonda sofferenza di Cristo nel Getsemani e sulla croce.
Le due serate hanno visto la partecipazione di tanti, permettendoci di raggiungere circa duecentocinquanta persone, metà delle quali erano contatti esterni alla chiesa. La prima serata era un incontro per sorelle; la sala era pressocché piena e ci sono state buone conversazioni dopo lo spettacolo. Lo stesso è avvenuto la sera successiva, aperta a tutti.
La chiesa si è mossa insieme: non erano soltanto i 15 attori a essersi impegnati in questo progetto, ma molti altri hanno dato il loro contributo in diversi modi. Dai giovani agli anziani della chiesa, tutti sono stati incoraggianti e hanno supportato in preghiera e in atti pratici questo evento evangelistico.
Ho imparato molto da questa esperienza. In modo particolare porto con me il calore e la gioia della comunione fraterna sperimentata con questi cari fratelli e sorelle. Porto con me il ricordo dell’ospitalità e del confronto civile, le risate e gli incoraggiamenti quando qualcuno era sul punto di mollare.
Per riprendere il titolo di un film che è al cinema in questi giorni, il nostro Dio non è morto. Lui è vivo e regna sovrano e il Suo messaggio può trasformare le vite delle persone che ripongono la loro fiducia in Lui e nel sacrificio del Suo prezioso Figlio. Questo messaggio ci unisce tutti come figli di Dio, per questo considero un privilegio quello di poterlo servire anche attraverso il ministero di The Mark Drama.

Nunzio Sabatasso
(regista TMD)

Incontro Proclama IBEI
,

Proclama 2016

Il terzo convegno annuale del network Proclama, tenutosi il 6 e il 7 Febbraio nella struttura dell’Istituto Biblico Evangelico Italiano di Roma, ha visto la partecipazione di 13 persone: 5 staff GBU, 1 laureato neozelandese impegnato a Siena con il GBU nel programma Interaction, 3 studenti e 4 laureati che hanno a cuore la proclamazione del Vangelo nelle università.
Nel 2014, il primo convegno ha raccolto l’adesione di 4 staff più un laureato; nel 2015 erano presenti 4 staff, uno studente e 3 laureati.
Ad oggi, le persone incluse nella mailing-list interna di Proclama sono più di 20.
Basterebbero questi dati per testimoniare la crescita dell’interesse attorno a questo progetto che non ha nessuna pretesa se non quella di offrire opportunità di comunione e formazione a chiunque si voglia impegnare nell’annuncio pubblico del Vangelo tra studenti.
Per me e Giovanni Donato, coordinatori di Proclama, la crescita della rete è sicuramente un incoraggiamento, soprattutto in vista della prossima conferenza Europea del network dal quale Proclama prende ispirazione: FEUER, Fellowship of Evangelist in the Universities of EuRope. Per la prima volta questa conferenza si terrà in Italia, a Montesilvano, dal 3 al 7 novembre 2016 e noi italiani avremo un numero maggiore di posti disponibili.

Sono stati 2 giorni, poco meno di 24 ore in realtà, abbastanza intensi. Si è cercato di sfruttare al meglio il poco tempo disponibile per discutere il ruolo e la chiamata dell’evangelista, per considerare come presentare efficacemente un messaggio evangelistico, per presentare approcci pratici alla proclamazione nelle università, per offrire modelli di interventi evangelistici appropriati agli ambienti universitari e per “esercitarsi” in piccoli gruppi: ogni partecipante ha avuto l’opportunità di presentare un breve intervento evangelistico in un gruppo di 4 o 5 persone per poi ricevere feedback allo scopo di valutare e migliorare il lavoro svolto.

Credo che Proclama rappresenti un’occasione unica in Italia per chi abbia a cuore l’evangelizzazione delle Università e si senta chiamato a un ministero di proclamazione pubblica. La possibilità di imparare gli uni dagli altri, condividere esperienze positive e negative ed essere incoraggiati in questo difficile compito è indubbiamente edificante.
Alla fine del convegno ogni partecipante si è sentito stimolato a sviluppare il proprio dono con una rinnovata fiducia nella potenza del Vangelo, anche quando i risultati non sono quelli che speriamo!

Chiunque fosse interessato ad avere maggiori notizie per pregare e sostenere questo progetto, o per diventarne parte, non esiti a contattare me o Giovanni Donato.

Francesco Schiano
(staff GBU)

Condividere Gesù… in Lettonia

Mi chiamo Fjorilda e vi scrivo dalla lontana, freddissima ma bellissima Riga, Lettonia.
Mi trovo qui quest’anno per il programma InterAction e mi occupo degli studenti internazionali.
Prima di partire non sapevo quasi nulla della Lettonia, e i miei amici mi avevano detto cose spaventose, del tipo: mangerai per tutto l’anno solo cavolo, patate e carne; fa freddissimo e la maggior parte dell’anno è buia; la gente è fredda…
Triste per tutto ciò che avevo sentito e di lasciare la mia Roma, i miei amici, i miei ministeri, ma con tanta gioia di servire il Signore tra studenti in un contesto diverso dal mio, una nuova esperienza, sono partita facendomi forza e coraggio verso questo nuovo posto a me sconosciuto.
Arrivata in aeroporto, la mia collega mi aspettava con un mazzo di fiori e un sorriso gioioso. Io ho aperto le braccia e ci siamo abbracciate come due vere amiche; poi lei mi ha aiutato a portare la valigia, ha iniziato a spiegarmi come funzionavano i mezzi pubblici, i negozi e in generale la vita a Riga… Ecco, non era affatto una persona fredda.
Ho conosciuto la mia coinquilina, il mio team leader InterAction, altri colleghi e il mio segretario generale e non erano affatto freddi.
A dire il vero con il cibo ho avuto grossi problemi ma sembra che ora abbia iniziato ad apprezzarlo.
Per il freddo sì, mi vesto con tanti strati come la cipolla, che poi non sono manco in grado di camminare tanto mi pesano i vestiti, ma la gioia di sperimentare cose nuove, per esempio camminare sul mare ghiacciato, vince il freddo.
Per quanto riguarda il lavoro, ho dovuto iniziare da zero, un lavoro pioneristico. Non c’era un team, non c’erano studenti locali che avevano a cuore l’accoglienza di quelli internazionali, o magari non sapevano come fare, non essendo per cultura caldi e spontanei.
Non sapevo da dove iniziare e mi sentivo sola.
Ho iniziato a fare amicizia con i miei compagni di classe all’università per stranieri e ho proposto l’idea di avere un ”Homework coffee club”, cioè dopo la lezione di andare in un bar a prendere un caffè tutti insieme, fare i compiti e dopo una passeggiata per esplorare la stupenda città. L’idea è stata accolta con entusiasmo da tutti e così è iniziato il mio ministero.
Ho sviluppato le amicizie con loro e poi li ho invitati a studiare la Bibbia insieme, loro hanno invitato altri amici e così è iniziato un gruppo di studio biblico per curiosi, circa 8 persone.
Ho iniziato anche un gruppo di studio biblico con quattro ragazze musulmane. Onestamente ero un po’ spaventata di non essere in grado di guidare un gruppo del genere poiché non avevo tanta esperienza con i musulmani, ma ho visto la grazia di Dio, la sua mano ha guidato ogni cosa e mi ha dato la saggezza e l’umiltà di rispondere con onestà e dire a volte che non avevo una risposta.
E’ molto incoraggiante vedere questi ragazzi crescere nella loro conoscenza di Gesù, vedere come le loro opinioni su Gesù sono cambiate dal primo studio a ora.
Sempre nel corso di lingua ho incontrato una ragazza dalla Lituania, che faceva erasmus qui, e dormiva a Riga in un ostello nei giorni in cui aveva lezione. Ha saputo che ero credente e mi ha chiesto se conoscessi un posto cristiano dove lei potesse stare. Le ho detto che poteva stare a casa mia; questa era la mia opportunità di esprimere l’amore di Cristo con i fatti. Lei mi ha detto di essere atea, ma dalla prima volta che abbiamo parlato è rimasta molto colpita, abbiamo parlato spesso di fede e io ho condiviso il vangelo con lei. Dopo alcuni mesi, a dicembre, lei ha deciso di dare la sua vita a Gesù e a gennaio ha finito il suo semestre erasmus.
In questo ministero puoi incontrare tanti studenti, fare amicizie, imparare tantissimo delle diverse culture ma poi… il loro tempo di erasmus finisce e li devi salutare e iniziare tutto daccapo…
Ma già ho conosciuto nuove ragazze appena arrivate, che ho invitato ai nostri eventi.
Dio è fedele, in ogni cosa, Egli ha risposto ad ogni mia preghiera e sta rispondendo alla mia preghiera di portare persone che volessero impegnarsi e diventare parte del team, così da non dover fare tutto da sola. Una ragazza dalla Germania, appena arrivata, e due ragazzi dello studio biblico vorrebbero fare parte del team.
Adesso ci stiamo preparando per la settimana evangelistica a marzo. Siamo entusiasti e non vediamo l’ora che il team dall’Italia venga a darci una mano.
In tutto questo vi dico solo che prima di andare in un posto a servire, dobbiamo sapere che Dio ha visitato quel posto prima di noi, ha preparato ogni cosa per il nostro arrivo, alla fine noi stiamo facendo solo le cose che Egli aveva preparato in precedenza!

Fjorilda Kreku

,

Notizie di Lode e Preghiera Inverno 2016

In questi giorni sono stati aggiornati le notizie di lode e preghiera dai gruppi! Potete leggere e pregare per ciò che il Signore sta facendo in giro per l’Italia.

In particolare vi segnaliamo le richieste dei gruppi nuovi o che sono ripartiti quest’anno tra cui Catanzaro, Milano e Verona.

Il GBU di Catanzaro è nato da poco ma stiamo vedendo la benedizione del Signore su di esso. Siamo partiti in pochi e ora contiamo più di dieci studenti, abbiamo fatto parecchi inviti a persone che piacendo a Dio in questo nuovo semestre verranno e la nostra gioia è immensa…

Il GBU di Verona ha iniziato quest’anno, dopo qualche anno di pausa, una nuova sfida: quella di formare un gruppo. Per il primo semestre l’obiettivo da raggiungere era quello di fare almeno una o due riunioni, invece il Signore è andato oltre le nostre aspettative. Fino ad ora abbiamo già fatto alcune evangelizzazioni con gli studenti in università…

Il GBU di Milano è appena rinato in un’altra zona della città (Bicocca) e abbiamo iniziato con tanto tanto entusiasmo! Il modo in cui Dio ci ha messi insieme è stato meraviglioso e ha messo nei nostri cuori il desiderio di far conoscere Gesù agli studenti di Milano. Questo primo periodo per noi è stato di esplorazione, per conoscerci tra noi (veniamo da 3 università diverse), per vedere come muoverci nel cercare il luogo dove incontrarci e fare gli eventi, ecc…

Trovate anche notizie da Urbino, Bologna, Potenza, Siena, Cosenza, Torino, Roma, Firenze e Napoli.

Condividere Gesù… in residenza

Mi chiamo Livia e da quest’anno sono coordinatrice del GBU a Torino. All’inizio dell’anno accademico ho saputo che non avrei più dovuto fare la pendolare come l’anno scorso perché avevo vinto un posto letto in una residenza universitaria a Torino. Poco dopo ho scoperto che mi era stato assegnato un posto distante dall’università, in una città a circa un’ora da Torino. Ero molto scoraggiata perché pensavo che questo avrebbe ostacolato il mio lavoro per il GBU. Dopo essermi trasferita in questa residenza ho conosciuto un paio di persone e le ho invitate alcune volte al GBU, sia al gruppo italiano che al gruppo internazionale. Dopo un paio di settimane alcuni dei non credenti che frequentavano il GBU si sono trasferiti nella mia residenza, e poi altri, altri e altri ancora. Con questo ho capito che ogni circostanza in cui ci troviamo fa parte dei piani di Dio, dobbiamo essere in grado di cogliere le occasioni che Lui ci dà.

Adesso ho l’opportunita di fare ciò che mi piace di più, cioè parlare di Gesù, tutto il tempo. Basta scendere in reception a prendere un caffè e dopo qualche minuto c’è qualcuno che mi fa domande su Gesù; i pasti che mangio in cucina ormai sono quasi tutti “eventi evangelistici”, cerco sempre di cucinare un po’ di più perché so che c’è sempre qualcuno che si aggiunge a me. Prima di Natale ho ordinato alcuni Vangeli nella lingua delle persone che stavo evangelizzando qui e per il 25 li ho messi in dei pacchetti regalo con delle dediche e li ho consegnati in reception di modo che arrivassero alla loro stanza. Tutti quelli che li hanno ricevuti sono stati molto contenti, la maggior parte mi ha detto che li sta leggendo ed è già sorta qualche domanda. Il 16 gennaio è stato il mio compleanno quindi mi è sembrata una buona scusa per evangelizzare; ho prenotato una stanza nella residenza, ho invitato questi miei amici a mangiare una pizza con me e ho invitato il gruppo del GBU internazionale (che ormai sono amici con questi ragazzi della mia residenza) i miei genitori hanno portato una torta e voilà! Sono bastati un paio di amici credenti per qualche ora insieme a questi amici non credenti per dimostrare loro l’amore di Cristo. I ragazzi della residenza sono stati molto contenti della serata e hanno espresso il desiderio di continuare a frequentare il GBU. L’evangelizzazione qui va alla grande grazie a Dio. Vi chiedo di sosternerci in preghiera, molti di questi miei amici vengono da paesi dove potrebbe essere molto difficile essere cristiani, ma noi crediamo nella potenza di Dio.

Con questa testimonianza vorrei incoraggiavi a investire del tempo nelle relazioni che avete con i non credenti: un caffè, un pasto assieme e vedrete che ci sono molte persone che apprezzeranno la vostra amicizia e che non vedono l’ora di sentire parlare di Gesù da un amico. Il Signore ci chiama a fare il primo passo, a metterci in gioco per Lui, anche se sembra difficile, anche se sembra che siamo da soli, Lui ci sostiene sempre e non si vergognerà di noi!

Un abbraccio dal GBU di Torino.

Livia Kaizer
(GBU Torino)