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Convegno FEUER 2016 – Proclamare il vangelo nelle università europee

Il motto del GBU definisce bene la nostra missione: Condividere Gesù da studente a studente. Esistono potenzialmente tre modi per fare questo e riteniamo che tutti e tre siano egualmente importanti e necessari per un gruppo GBU: la testimonianza personale, lo studio della Bibbia in gruppo e la proclamazione pubblica. Lindsay Brown, ex Segretario Generale di IFES e coordinatore del network FEUER (di cui parleremo in questo breve articolo), afferma che i movimenti studenteschi più forti nel mondo sono proprio quelli che danno importanza a tutti e tre questi approcci all’evangelizzazione. A quanto pare, però, molti gruppi GBU nel mondo sono forti sui primi due aspetti, ma un po’ più deboli per quanto riguarda la proclamazione pubblica del messaggio del vangelo. Anche per questa ragione non molti anni fa è nato, in seno a IFES, un network chiamato FEUER che esiste proprio per rafforzare la passione per la proclamazione pubblica del vangelo nelle università dell’Europa e oltre. La sfida è grande, perché argomentare pubblicamente la nostra fede lì dove il credere in Dio viene sminuito a scapito della razionalità e del sapere, comporta coraggio, preparazione, intenzionalità e passione.

Ogni anno a novembre più di 100 persone si incontrano per 4 giorni di comunione, formazione e pratica. Coloro che prendono parte a questo raduno sono staff, studenti, collaboratori (tra questi sono inclusi leader di chiesa, accademici, artisti, ecc.) accomunati dal desiderio di vedere il vangelo proclamato pubblicamente e con vigore nel contesto universitario. Il convegno FEUER è un convegno itinerante e quest’anno si è tenuto proprio nel nostro paese, a Pescara, dal 3 al 7 novembre.

Tra le persone presenti dall’Italia c’erano alcuni staff, alcuni studenti, alcuni collaboratori, qualche accademico e un osservatore. È stata sicuramente una bella opportunità per essere nuovamente sfidati a cogliere con entusiasmo la sfida della proclamazione pubblica e abbiamo chiesto a due persone presenti di raccontarci la loro esperienza:

Quest’anno sono andata per la prima volta alla conferenza FEUER. Tutta la conferenza ruotava intorno alla riflessione, insegnamento e pratica della proclamazione pubblica del vangelo e per me è stata un’esperienza davvero ricca. Poter sentire le storie e testimonianze di diversi gruppi studenteschi di tutta Europa mi ha incoraggiato e fatto riflettere sull’importante ruolo che il GBU ha nella proclamazione della verità del Vangelo all’interno delle università italiane. Abbiamo sicuramente un grande potenziale non solo con l’evangelizzazione a tu per tu e attraverso gli studi biblici nei gruppi ma anche attraverso la predicazione evangelistica. È stato anche molto valido poter preparare ed esporre in piccoli gruppi un messaggio evangelistico con il proposito di migliorarci e di aiutarci a vicenda! Esco da questa esperienza con la consapevolezza che la sfida all’interno dell’università è grande ma anche con il cuore pieno di fiducia nella potenza del Vangelo per la trasformazione delle vite. – Carol Rocha, staff in formazione GBU Bologna

Sono stati dei giorni molto incoraggianti per me. Mi ha stupito la praticità, la concretezza di ogni messaggio. La conferenza è stata strutturata per essere una ferramenta dove rifornire la propria cassetta degli attrezzi perché tutti gli oratori, anche se usando inquadrature e metodi diversi, hanno trattato un unico tema: il vangelo puro e semplice. Ed è stato fondamentale per me, per poter affrontare quella piccola paura che mi potrebbe portare a prepararmi su ciò che penso possa essere più accettabile dal non credente piuttosto che sul vangelo puro e semplice.
Ho sentito decine e decine di testimonianze di decine e decine di paesi diversi, di persone che Dio ha usato per portare il Suo nome nei cuori di tantissimi studenti europei. L’umiltà dei testimoni e dei messaggeri era palese perché tutti sapevano che qualsiasi strumento comunicativo o strategia di propaganda non avrebbero mai potuto cambiare la vita di una persona, ma solo il vangelo. Questo è stato il più grande incoraggiamento, che davvero il vangelo di Gesu Cristo è potente a cambiare e salvare.
Vedere l’Europa unita nell’obiettivo di proclamare pubblicamente Gesù ha anche evidenziato l’unicità di ciascun paese e ciascuna cultura. Il confronto con i metodi inglesi, tedeschi, serbi, ecc. non solo mi ha fatto sentire molto italiano, ma mi ha anche fatto riflettere su quali fattori culturali e ambientali potrebbero influenzare le strategie che vogliamo mettere in atto per rendere Gesù famoso nelle università italiane. Benji Di Lullo, studente GBU, Firenze

Il GBU crede nell’importanza di proclamare il vangelo pubblicamente nelle università italiane e lavoriamo perché ogni gruppo possa non soltanto essere forte nella testimonianza personale e nei gruppi di studio biblico, ma anche nella proclamazione pubblica tramite eventi speciali, conferenze, cene, aperitivi, cineforum, ecc. Che Dio benedica i nostri sforzi!

Giovanni Donato
(Staff GBU a Siena)