La testimonianza al Signore Gesù Cristo in un mondo complesso, plurale e maturo

I Gruppi Biblici Universitari sono gruppi di studenti cristiani ed evangelici che sono presenti all’interno degli atenei allo scopo di condividere Gesù da studente a studente, come recita il motto dell’Associazione.

Questo obiettivo viene raggiunto attraverso iniziative che cercano di porre sempre al centro la Bibbia: dagli studi e le condivisioni tra studenti alle attività ricreative, dalle conferenze a tematica culturale alla distribuzione di letteratura apologetica.

La condivisione del messaggio biblico è posta all’insegna di alcune coordinate segnalate dagli apostoli già nel primo secolo: la verità e l’amore (Efesini 4:15), accompagnati dal rispetto (1 Pietro 3:15–16)27

“… ma, seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.” (Efesini 4:15)

“Siate sempre pronti a render conto della speranza che è in voi a tutti quelli che vi chiedono spiegazioni. Ma fatelo con mansuetudine e rispetto, e avendo la coscienza pulita;” (1Pietro 3:15-16)

Queste coordinate sono particolarmente importanti ogni volta, nella presentazione del vangelo (la buona notizia di ciò che Dio ha fatto in Gesù Cristo) siamo sollecitati a considerare la nostra vita in ogni suo ambito e a orientarla nella direzione della volontà del Creatore.

Giungiamo a questo delicato passaggio del messaggio biblico che concerne la condizione di peccato degli uomini, di tutti gli uomini, con il desiderio di condividere con i nostri amici il sentimento con il quale noi stessi ci sentiamo dei peccatori bisognosi di essere accolti e perdonati da Dio, in Cristo.

Desideriamo ardentemente annunciare Gesù Cristo e lui solo e non vogliamo esprimere in nessun modo uno spirito moralistico e un atteggiamento di superiorità.

Tutti questi sentimenti e questi propositi ci animano nell’esprimere il nostro dispiacere perché tra la letteratura che il gruppo di studenti di Cosenza ha condiviso all’interno dell’ateneo era presente, in mezzo a trattati e libretti esposti su un banchetto di varia natura e tematica, anche un opuscolo che riportava la testimonianza, sotto forma di intervista, di un omosessuale convertito che ha anche vissuto ciò che egli definisce un’esperienza di guarigione. Gli studenti hanno sostenuto che il libretto era lì in mezzo a tanti altri che affrontavano svariati argomenti di fede. Non corrisponde al vero che gli studenti stessero facendo una distribuzione di tale libretto.

La presenza di quel libretto ha ferito la sensibilità di alcuni loro colleghi i quali hanno ritenuto che la sola presenza di tale materiale fosse un’istigazione all’omofobia.

È noto a tutti che i temi concernenti la scelta degli stili di vita sono divenuti sempre più sensibili da un punto di vista sociale, culturale, politico e, a volte, purtroppo anche giuridico.

Su questo specifico tema vogliamo affermare quanto segue, in linea con il preambolo sulla condivisione del vangelo da studente a studente.

Confessiamo che la nostra società ha attraversato momenti storici in cui la scelta dello stile di vita sessuale è stata sottoposta a vessazioni, discriminazioni e tanto altro ancora. Purtroppo anche i cristiani, a volte, smarrendo la centralità della vocazione iscritta nel proprio nome hanno rinunciato al mandato di annunciare Cristo e hanno manifestato un esasperato e morboso spirito di giudizio sull’omosessualità, mentre tra le proprie fila erano tollerati e perfino legittimati (Matteo 19:1-11) atteggiamenti e scelte che la visione biblica ha sempre ritenuto gravissimi e offensivi dell’onore di Dio, in primis il tradimento della relazione d’amore nel patto matrimoniale, paragonato dai profeti addirittura all’idolatria!

Accogliamo con favore la nuova sensibilità civica, sociale e politica nei confronti delle scelte sessuali che possano dare diritti e garanzie e tutele legali a tutti coloro che le compiono.

Ribadiamo che, nel nostro desiderio di amare tutti gli uomini per i quali Gesù Cristo è morto sulla croce, continueremo a conservare la visione biblica che vede come il vertice della relazione d’amore, frutto dell’atto creativo di Dio, quella tra l’uomo e la donna e a partire da questa visione ci permetteremo di suggerire, con rispetto, tatto e amore, che la visione biblica, essendo quella del nostro Creatore, è per il nostro bene.

Desideriamo che tutti i nostri interlocutori comprendano come questa sottolineatura si collochi nell’ambito dell’autonomia del discorso religioso, come una proposta tesa a confrontarsi nel dialogo e nella testimonianza e non nel giudizio.

Tutto e unicamente per la sola gloria dell’unico nostro Salvatore, Gesù Cristo!