Quando ho deciso di partecipare al viaggio missionario GBU a Malta, sapevo che il Signore mi avrebbe cambiata e sapevo che sarei tornata entusiasta e piena di energie, ma vi assicuro che non sapevo quante energie avrei ricevuto!

Mentre scrivo questo articolo ho già condiviso la mia esperienza con tutta la mia famiglia (nonna, cugini, zii) che, a eccezione di me, i miei fratelli e i miei genitori, sono tutti “cattolici”. L’entusiasmo con cui mi hanno vista arrivare a casa ha sorpreso tutti! Anzi, a essere sincera, ha sorpreso anche me! Davvero non sono mai stata così felice! E adesso capirete il perché…

Fare un viaggio missionario non significa fare i turisti in un altro stato (anche se comunque abbiamo avuto la possibilità di vedere le meraviglie di Malta) ma lavorare per il Signore, una settimana intera al servizio dei fratelli e del Signore. Ogni mattina dalle 9 alle 14 eravamo all’Università con il nostro stand e parlavamo con tutti gli studenti; con alcuni parlavamo semplicemente dei loro studi o di quanto sia difficile il maltese o del loro paese d’origine (a Malta ci sono persone dal tutto il mondo: per la prima volta ho conosciuto qualcuno dal Kuwait!). Con altri si parlava del Signore in modo più profondo, ma in ognuno di loro, ne sono certa, il Signore ha seminato qualcosa.
Sin dal primo giorno il Signore ha guidato ogni attività, davvero tutto. Non posso dilungarmi troppo nel raccontarvi quello che abbiamo vissuto, ma voglio condividere con voi le tre serate-evento che abbiamo avuto.

La prima è stata quella in cui abbiamo visto il film “La vita è bella”, nel residence dell’università. Essendo la prima sera, non sapevamo cosa aspettarci, non sapevamo se le persone sarebbero venute e non avevamo avuto la possibilità di fare molta pubblicità. Arrivati al residence abbiamo allestito la stanza e siamo andati in giro per gli appartamenti a promuovere l’evento. Gli studenti hanno accolto il nostro invito e alla fine la stanza era gremita. La cosa più bella per me è stato vedere il primo viso affacciarsi sulla porta, non lo posso dimenticare, un viso incuriosito che mi ha fatto credere: “Ok, da adesso è tutto in discesa!”.

Il secondo evento è stato il mercoledì sera ed era la serata di musica. Ormai era il nostro terzo giorno all’università, eravamo nel pieno della settimana e allo stand avevamo avuto già molte belle esperienze di condivisione del Vangelo. Anche in questo caso la stanza, che sembrava impossibile da riempire, alla fine era piena! Ogni persona ha potuto godere della musica e della compagnia!

Il terzo evento era la serata di cibo/cultura italiana. Per questa serata ci si doveva iscrivere; non molti in realtà si erano iscritti ma sapevamo che tanti sarebbero venuti senza iscriversi. Noi siamo arrivati preparati (e con molta pasta). Era la nostra ultima sera a Malta e l’evento ha concluso in bellezza i nostri sforzi: eravamo davvero in tanti, e tutti hanno avuto la possibilità di ascoltare il Vangelo. In tutta la settimana abbiamo vissuto esperienze stupende. Tante risposte da parte di Dio e tutto il team italiano e maltese è stato incoraggiato. Quindi: grazie Signore.

Per tutti quelli che hanno dedicato del tempo per leggere questo articolo, mi dispiace non potervi dire tutto quello che è successo ma, se posso darvi un consiglio, vivete un’esperienza simile appena potete. Avere la possibilità di studiare ci fa crescere come persone e ci aiuterà nella nostra vita terrena, ma servire il Signore è un privilegio: non perdete questa occasione!


Iris Perrone

(GBU Verona)

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