40%
Il 40% della somma raccolta verrà usata per incoraggiare ex-studenti che vogliono impegnarsi a servire con i GBU, offrendo loro un rimborso spese di 500€ mensili per il primo anno, mentre vengono aiutati nella raccolta fondi personale;
Il progetto UNIti nasce dal desiderio di rafforzare il legame vitale tra le chiese locali e i GBU.
Crediamo che la missione nel mondo accademico non possa essere un impegno isolato, ma debba scaturire da una partnership profonda e costante con la Chiesa italiana.
Sostenere UNIti significa investire direttamente sulla formazione, sul supporto allo staff e sulle risorse evangelistiche, affinché ogni studente cristiano si senta equipaggiato e sostenuto nella missione di Condividere Gesù da studente a studente.
Conoscevo il GBU già prima di iniziare l’università perché i miei fratelli più grandi ne facevano parte. Per me è stato un porto sicuro, una volta lasciata casa dei miei genitori per andare ad abitare a Roma, una grande città in cui facilmente ci si può sentire smarriti.
Il GBU mi ha dato stabilità, ma è stato anche molto di più: entrandone a far parte ho potuto comprendere meglio la visione della missione: condividere Gesù da studente a studente. Abbracciare quella chiamata mi ha aiutato a non sprecare quel tempo limitato e prezioso che Dio mi aveva dato all’università.
Il GBU mi ha dato anche gli strumenti per potermi confrontare con i miei dubbi e quelli dei mei amici e colleghi di corso. Sono nata e cresciuta in una famiglia cristiana e non mi ero mai realmente confrontata con grandi questioni che potessero mettere in discussione le mie certezze. Poterlo fare, ha rafforzato molto la mia fede e mi ha permesso di approcciare i miei studi con chiave biblica.
Il GBU, oltre ad avermi incoraggiata a condividere il vangelo nel luogo in cui mi trovo, mi ha permesso anche di acquisire nuove skills nell’organizzazione di eventi evangelistici – un modo con cui oggi posso continuare a servire nella Chiesa locale.

Per me il GBU è stato una risposta alle mie preghiere.
Ho creduto in Gesù all’età di 19 anni e, quando sono tornato nella chiesa in cui sono cresciuto, ho notato che c’erano più o meno gli stessi giovani di alcuni anni prima. Da un lato questo mi ha permesso di costruire legami con persone che avevano fatto parte della mia infanzia, dall’altro mi ha lasciato perplesso, facendomi chiedere come mai fossimo così pochi. Questo mi ha portato a pregare ardentemente di poter conoscere altri credenti in giro per l’Italia. Parlandone con mio cugino, fu così che mi presentò, ormai 3 anni fa, il GBU.
Il GBU per me ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita con Dio: vedere e conoscere così tanti altri credenti che arrivano da tutta l’Italia, e quindi capire che non siamo pochi, mi ha dato una forza immensa e mi ha riempito di gioia.
Grazie al contesto che il GBU ha creato, non siamo semplicemente un gruppo di credenti che stanno tra di loro, ma condividiamo il Vangelo con i nostri amici non credenti. Appunto, il GBU ha permesso a me e agli altri “gbuini” di metterci in gioco per invitare i propri amici agli studi, creando un ambiente accogliente e rispettoso per ogni partecipante dove la verità di Gesù viene proclamata non solo con gli studi biblici, ma anche con la nostra accoglienza e quindi con le nostre azioni.
Frequentare il GBU mi ha anche permesso di constatare quante chiese ancora non conoscano questo ministero. Per questo prego che possiamo unirci tutti nel nome di Gesù, per proclamare la lieta notizia di Gesù Cristo all’università; ai giovani che non sono più la società del domani, ma la società dell’oggi.

Come chiesa abbiamo scelto di sostenere il GBU perché, nel corso degli anni, abbiamo visto arrivare tra noi diverse persone che durante il loro percorso universitario ne avevano fatto parte: come studenti, coordinatori o responsabili. Il loro entusiasmo e la loro testimonianza su quanto il GBU sia stato importante per la loro crescita nella fede nel renderli gli uomini e le donne che abbiamo incontrato, ci hanno profondamente colpiti.
Per molti di loro è stato prezioso, all’inizio degli studi universitari, trovare una chiesa che sostenesse e incoraggiasse il GBU: questo li ha aiutati a inserirsi subito in un contesto sano, in cui confrontare lo studio con la fede, crescere nell’approccio induttivo al testo biblico e imparare a condividere Gesù con altri studenti.
Desideriamo che tutto questo possa continuare ad accadere anche per altri studenti. Per questo incoraggiamo anche altre chiese a farlo: è un modo concreto per investire nella crescita spirituale dei giovani e nella testimonianza del Vangelo nel mondo universitario.
Da più di 10 anni sosteniamo semestralmente l’opera dell’associazione Gruppi Biblici Universitari. Lo facciamo perché nella nostra città abbiamo sperimentato i risultati nella vita dei nostri giovani e quindi, anche se attualmente non abbiamo studenti universitari nella nostra chiesa, continuiamo a sostenere il GBU perché vogliamo vedere tutte le università italiane raggiunte dal vangelo.
Incoraggiamo ogni chiesa evangelica in Italia a diventare partner attivo sostenendo il GBU: raggiungere i giovani all’università tramite la testimonianza degli studenti universitari delle chiese evangeliche, cambierà la vita dei colleghi di corso che faranno una scelta per Gesù Cristo, ma cambierà anche la vita dello studente che vive una esperienza unica insieme con altri compagni credenti.

Il 40% della somma raccolta verrà usata per incoraggiare ex-studenti che vogliono impegnarsi a servire con i GBU, offrendo loro un rimborso spese di 500€ mensili per il primo anno, mentre vengono aiutati nella raccolta fondi personale;
Il 45% della somma raccolta verrà usata per aiutare i membri dello staff a sostenere le loro spese di lavoro. Attualmente chi collabora con i GBU deve sostenere autonomamente le spese di viaggio e le rette per i convegni nazionali. Vogliamo coprire almeno le rette degli eventi ai quali devono partecipare per offrire formazione e supporto agli studenti;
Il 5% della somma raccolta verrà usata per abbassare i costi degli studenti che parteciperanno agli eventi nazionali dei GBU;
Il 10% della somma raccolta verrà usata per istituire un fondo al quale gli studenti potranno attingere per le loro attività evangelistiche all’università, presentando un progetto che verrà valutato da un apposito comitato.
