Nata nella provincia di Foggia da papà pugliese e mamma svizzera, è cresciuta nelle Marche e vive da 5 anni a Milano. Studia Design della Comunicazione al Politecnico, dove ha anche scoperto (e amato) il GBU.

Il GBU è stato di enorme impatto nella sua vita spirituale, le ha dato numerosissime occasioni per testimoniare con i suoi amici e farne dei nuovi grazie a esperienze come The Mark Drama e Presence, il convegno internazionale del 2017.

Ha avuto l’opportunità di essere coordinatrice per due anni e ora continua ad aiutare a livello locale e nazionale soprattutto nell’ambito della comunicazione grafica.

Nasce nel 1987 a Genzano di Roma, conosce e inizia a frequentare il GBU di Roma come studente e coordinatore dal 2011 fino al 2016, anno della laurea in Fisica Elettronica ottenuta nell’Università di Tor Vergata.
Cresciuto in un ambiente evangelico, sceglie per Cristo nell’adolescenza, è ora membro attivo nella “Chiesa Cristiana Alfa Omega” coinvolto nella Lode.
Inizia a lavorare nel 2017 per un’importante società di consulenza informatica, vive ora tra Pavia e Milano; sempre rimasto legato al movimento, nel 2018 entra a far parte del comitato direttivo del GBU.
Barbara

Nata a Rivoli nel 1977, vive a Torino con suo marito Mario e i suoi due bimbi. Frequenta con tutta la famiglia la chiesa Azione Biblica di Torino.
Laureata in chimica e tecnologia farmaceutica, dottorato in biochimica e biotecnologia cellulare, lavora in un laboratorio di ricerca nel dipartimento di oncologia dell’università di Torino.
Ha conosciuto il GBU da studentessa, dal 2014 è membro del comitato direttivo al servizio del GBU.

Carmelo Nei

Nato a Ragusa nel 1987 e vissuto in Sicilia fino al 2011, anno in cui si trasferisce a Siena per concludere i suoi studi in Economia e Management. A Siena partecipa attivamente al gruppo GBU locale, e durante l’anno di Erasmus in Inghilterra, presso la Oxford Brookes University, partecipa alle attività del GBU locale inglese (Oxford Brookes CU).

Il suo percorso da credente inizia a Vittoria, città di origine, dove accetta il Signore a 18 anni. Gli spostamenti negli anni successivi hanno contribuito alla sua crescita spirituale, e gli hanno dato consapevolezza dell’importanza di condividere Gesù nelle università.
Ad inizio 2015 inizia a lavorare presso una software house dove si occupa di assistenza e servizio clienti, inizialmente nell’area controllo di gestione a Catania e di recente sulla contabilità economica nella sede di Bologna.

Nel corso del 2015 inizia anche il suo ruolo nel comitato direttivo GBU, realizzando anche il suo desiderio di continuare a far parte dell’associazione da “ex-studente”.

Emanuela con il marito Emanuele

Nata ad Alessandria, nel 1967, dove ha vissuto fino al 1999, anno che sigla il suo matrimonio con Emanuele. Ora vivono ad Alpignano, nella cintura di Torino e frequentano la Chiesa Battista Il Faro ad Avigliana (To)  insieme alla loro bimba Alessandra.

Lavora come Infermiera in Sala Operatoria all’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro del Piemonte -IRCCS di Candiolo (TO)

Sia per la sua scelta per il Signore che per il suo coinvolgimento con il GBU non esistono date precise che ne segnino l’inizio ma vi è stato un cammino di crescita e di scelte suggerite da Dio, anche attraverso numerosi amici impegnati con i GBU.

Davide

Davide è pugliese dal 1970, ma ha trascorso oltre metà della vita a Roma, quindi si sente anche romano d’adozione. Si è occupato nel corso dei suoi studi del rapporto tra fede, religioni e cultura dal punto di vista delle discipline etnoantropologiche. Nel periodo universitario ha cominciato a collaborare col GBU romano, successivamente si è occupato per qualche anno del gruppo GBU della Sapienza come staff e come presidente dell’associazione che ha gestito la Sala di Lettura GBU. Dal 2010 fa parte del comitato Direttivo dell’Associazione nazionale GBU e dal 2015 è subentrato a Giorgio Borla come Presidente. Il suo lavoro per una multinazionale che produce tecnologie mediche e chirurgiche per la cura di pazienti affetti da patologie cardiache, neurologiche o ricoverati in area critica, lo rende sensibile e lo espone quotidianamente ai temi del dolore e delle cure disponibili.