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Valori per una fede pubblica: un contributo al dialogo (Miroslav Volf)

Nei prossimi giorni, come spesso accade, saremo chiamati a una scadenza elettorale importante per il futuro della nostra nazione e per l’Unione Europea: il credente ha il dovere di chiedersi (un po’ leninisticamente): che fare? Sicuramente il cristianesimo evangelico ha una serie di valori che possono essere trasmessi alla società per il suo benessere e che, evidentemente, qui in Italia non stanno funzionando, vista la situazione della nostra società.

Per questo motivo riproponiamo nella nostra lingua il contributo che qualche anno (2012) fa il teologo Miroslav Volf, docente di teologia sistematica presso l’università di Yale dove dirige anche lo Yale Center for Faith and Culture, ha diffuso attraverso il più famoso social network (Facebook) per aprire una discussione sui valori-chiave che devono essere richiesti ai candidati.  Volf non è nuovo a queste incursioni nella politica (anzi potremo dire che la teologia politica è il campo in cui ha prodotti più saggi) e ha pubblicato testi come A Public Faith e Public Faith in Action insieme a Randy Macanally-Linz dove ha commentato con più ampiezza questi valori-chiave e, di recente, due altri testi: Flourishing e, da qualche mese, con John Croasum, For the Life of the World, tutti ricollegabili al ruolo “positivo” che la testimonianza teologica e cristiana può avere nell’arena politica.

Prescindendo da quelle che possono essere le scelte politiche di ognuno, ci pare che questi valori rimangano di grande attualità, specialmente in un momento in cui il cristianesimo, sicuramente in crisi in Europa, viene anche strumentalizzato, tradendone la sua autonomia e positività, in quanto prescinde da qualsiasi fazione politica.

L’atteggiamento di Volf nei confronti della politica (che ha origine dalla sua esperienza di cristiano evangelico nella ex Jugoslavia di Tito) ci sembra essere ispirato a sani principi cristologici e scritturali, tipici di un teologo formatosi nel mondo evangelico, ma che rappresentano, allo stesso tempo, una proposta per non “compromettersi” con il potere politico, cosa che, molto spesso nella storia è accaduto e accade ai cristiani (evangelici o meno).

(Valerio Bernardi).

[Il testo è stato infatti scritto e diffuso nell’imminenza delle elezioni presidenziali americane del 2012, che valsero il secondo mandato a Barak Obama. Nella traduzione si sono fatti alcuni aggiustamenti per adattare il testo alla condizione continentale.]

 

(Miroslav Volf)

In questo anno di elezioni presidenziali (2012), ho deciso di riassumere i valori chiave che mi guidano nel momento in cui esprimo il mio voto. Ci sono tre elementi di fondo che valgono nella scelta responsabile di un candidato a una carica pubblica:

 

 

  1. I valori che speriamo il candidato sosterrà e l’ordine di priorità tra di essi (il che richiede da parte nostra la conoscenza della fede nel suo insieme, e non solo di alcuni temi preferiti, e di come la fede si applichi alla vita contemporanea);
  2. i modi in cui e mezzi con i quali questi valori sono meglio implementati in ogni determinata situazione (il che richiede da parte nostra una grande quantità di conoscenza sul funzionamento del nostro mondo e quali politiche portano a quali risultati; per esempio se sia economicamente una saggia decisione provare a reintrodurre il sistema aureo);
  3. Capacità, vale a dire abilità e determinazione, a contribuire alla realizzazione di questi valori (il che richiede da parte nostra la conoscenza del curriculum dei candidati).

L’elemento più importante dei tre è costituito dai valori. Nell’identificare ognuno di essi: (1) do un nome al suo contenuto di base, (2) fornisco una spiegazione logica per appoggiarlo (motivazione), (3) suggerisco alcuni parametri relativi a un legittimo dibattito che lo concerne e (4) individuo una domanda–chiave da porre ai candidati.

Scrivo da teologo cristiano, dal punto di vista della mia comprensione della fede cristiana. Molti libri sono stati scritti su ognuno di questi valori, sviluppando e dirimendo dibattiti complessi. Nel dare un fondamento logico a ogni valore prendo uno o due versetti della Bibbia per sostenere la mia posizione, li prendo più per segnare la direzione in cui un fondamento dovrebbe procedere che per offrire un fondamento indiscusso a un tale valore.

 

  1. Cristo come misura di tutti i valori

Valore: la fedeltà finale di un cristiano è a Gesù Cristo, la Parola creatrice (diventata carne), che illumina ogni uomo, e all’Agnello di Dio redentore, che porta il peccato del mondo intero. Un cristiano non dovrebbe abbracciare qualsiasi pratica, non importa quanto possa sembrare prudente e importante dal punto di vista della sicurezza nazionale o favorevole al vantaggio della nazione, quando una tale pratica risulta in conflitto con la sua fedeltà a Cristo.

Motivazione: “Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre” (Fil 2:11)

Dibattito: per i cristiani la discussione relativa a questo valore non dovrebbe affrontare il problema se la propria fedeltà a Cristo debba trionfare sulla propria fedeltà alla nazione. Il dibattito dovrebbe concernere quali sono i valori chiave della vita della nazione che discendono dalla fedeltà a Gesù Cristo e quale sia la corretta relazione tra le rivendicazioni universali di Cristo e le richieste particolari della nazione.

Domanda da porre: in che misura i candidati stanno cercando semplicemente di servire la “divinità nazione” e in che misura le loro idee sono compatibili con la convinzione cristiana che Cristo è la chiave per la prosperità umana?

 

  1. Libertà di religione (e irreligione)

Valore: tutte le persone sono responsabili della propria vita e hanno il diritto di abbracciare una fede o un modo di vita che ritengono significativo, abbandonando quello con cui non si identificano più, senza subire discriminazioni.

Motivazione: “Se con la bocca avrai confessato che Gesù è il Signore e avrai creduto con il  cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato” (Rom 10:9). “Perciò, molti dei suoi discepoli dopo averlo udito, dissero: ‘Questo parlare è duro, chi può ascoltarlo?’ … Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Perciò Gesù disse ai Dodici, ‘Non volete andarvene anche voi?’ “(Gv 6:60, 66–67).

Dibattito: il problema non concerne se le persone siano libere di scegliere e di esercitare la propria religione (o l’irreligione), senza alcuna discriminazione, cosa che è un dato di fatto. Il dibattito pubblico dovrebbe concernere quale stile di vita, incluso le dimensioni o implicazioni pubbliche, sia più salutare per il fiorire della vita umana; e se ci sono modi di vita tanto ostili al comune progresso tali che la loro esclusione non rappresenti un atto di discriminazione, ma una condizione necessaria per la vita associata degli uomini. Dobbiamo anche discutere il fondamento morale di uno stato che si vuole “neutrale” nei confronti delle diverse fedi e interpretazioni secolari della vita così come della precisa natura che devono avere gli accordi politici necessari per mantenere “neutrale” un tale stato.

Domande da porre: i candidati rispettano il diritto di tutti, cristiani e musulmani, fondamentalisti e laici, conservatori e progressisti, per citare solo alcuni dei gruppi che spesso sono in contrasto tra di loro, invitandoli ad assumersi la responsabilità personale per la loro vita affinché la conducano come meglio ritengono? Pensano alla propria nazione come a una nazione cristiana (in una maniera tale che, in un modo o nell’altro, tutti gli altri devono inserirsi all’interno di una tale matrice cristiana) oppure la pensano come una nazione pluralista (in cui uno stile di vita non è imposto a nessuno senza che sia approvato)?

 

  1. Educazione

Valore: è importante per tutti i cittadini comprendere il mondo in cui vivono, imparare a riflettere in modo critico su ciò che rende la vita degna di essere vissuta e acquisire qualifiche per occupazioni che richiedano competenze sempre più complesse. Dobbiamo lottare per una formazione eccellente e conveniente per tutti i cittadini.

Motivazione: “Poi Dio disse: ‘Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra ‘”(Gen 1:26).  “Chiamo voi, o uomini nobili, la mia voce si rivolge ai figli del popolo. Imparate, o semplici, l’accorgimento e voi, stolti, l’intelligenza … Ricevi la mia istruzione anziché l’argento, e la scienza anziché l’oro scelto; poiché la saggezza vale più delle perle, e tutti gli oggetti preziosi non la equivalgono” (Pr 8:4–5, 10–11).

Dibattito: il dibattito dovrebbe concernere ciò che le famiglie e il governo devono fare per migliorare il sistema educativo, quali i miglioramenti e quale percentuale del bilancio dovrebbe essere assegnato all’istruzione (rispetto, ad esempio, a quello destinato alla difesa). Il dibattito non dovrebbe appuntarsi sul fatto che si dovrebbe avere un sistema educativo che sia eccellente e alla portata di tutti.

Domande da porre: cosa faranno i candidati per garantire che tutti i cittadini, i poveri non meno dei ricchi, imparino, tramite l’istruzione, a formulare valutazioni intelligenti relativamente a ciò che rende la vita degna di essere vissuta, acquisiscano le competenze necessarie per il funzionamento delle società moderne e abbiano una conoscenza adeguata del mondo?

 

  1. Crescita economica

Valore: la crescita economica non è un valore in sé perché non lo sono neanche la ricchezza crescente e il denaro. Sono mezzi indispensabili, ma hanno senso solo con lo sviluppo dell’uomo, che ha a che fare più con la giustizia che con il possesso.

Motivazione: “Nessuno può servire due padroni, perché odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona. … Cercate prima il regno di  e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più”(Mt 6:24, 33).

Dibattito: possiamo abbandonare il vecchio dibattito se sia più importante l’efficiente creazione di ricchezza o semplicemente la sua distribuzione; entrambe sono importanti, perché non possiamo distribuire ciò che non abbiamo e non dovremmo possedere ciò che ci è stato dato per essere trasmesso ad altri. Al contrario, dovremmo discutere che cosa sia moralmente irresponsabile (il gioco d’azzardo di Wall Street!), disumano (il lavoro minorile!) e insostenibile (la deforestazione!) tra alcune delle maniere di creare ricchezza e di come dovremmo creare ricchezza in modo umanamente ed ecologicamente sostenibile; dovremmo discutere di quale sia il tipo di ricchezza che contribuisce allo sviluppo umano, come è possibile produrre ricchezza che ci serve, invece di servire noi la ricchezza.

Domande da porre: quale candidato ci sta ricordando che sminuiamo noi stessi quando ci dedichiamo solo a fare denaro e a essere creature ossessionate dal consumo e che al contrario prosperiamo invece quando perseguiamo la verità, la bontà e la bellezza e che siamo autenticamente noi stessi quando ci volgiamo agli altri con solidarietà e godiamo reciprocamente amorevolmente gli uni degli altri?

 

  1. Lavoro e occupazione

Valore: ogni persona dovrebbe avere un buon lavoro e, se impiegato per guadagnare, dovrebbe essere adeguatamente remunerato. Tutti i cittadini dovrebbero lavorare ed essere in grado di prendersi cura dei loro bisogni e di contribuire al benessere degli altri e del pianeta.

Motivazione: “Se qualcuno non vuole lavorare, non deve neppure mangiare” (2 Ts 3:10). Il profeta Isaia prevede un tempo in cui tutto i credenti in Dio “costruiranno case e le abiteranno; pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto” (Is 65:21). Gesù disse: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere” (At 20:35).

Dibattito: il dibattito dovrebbe vertere su quali siano le necessarie condizioni economiche, culturali e politiche affinché le persone abbiano un lavoro significativo, e chi sia il principale responsabile nel creare e mantenere queste condizioni. Come possiamo combattere la disoccupazione e la sottoccupazione? Dato lo stato attuale dell’economia e i futuri sviluppi economici, come possiamo stimolare la creazione di posti di lavoro che paghino salari adeguati?

Domande da porre: quali politiche i candidati propongono per contribuire a promuovere l’occupazione significativa e una retribuzione adeguata per tutti gli uomini? Quale sarà il candidato che incoraggia le persone a lavorare non solo per il guadagno personale ma anche per il bene comune?

 

  1. Debito

Valore: Come individui e come nazione, dobbiamo vivere dei nostri mezzi e non prendere in prestito al di là di quello che si può ragionevolmente aspettare di poter restituire; non dobbiamo scaricare sugli altri, siano essi i nostri contemporanei o le generazioni future, il prezzo del nostro aver superato i limiti e della nostra assunzione di rischi; al contrario, si dovrebbe risparmiare in modo da essere in grado di dare agli altri che sono meno fortunati di noi.

Motivazione: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere” (At 20:35). “Chi rubava non rubi più, ma si affatichi piuttosto a lavorare onestamente con le proprie mani, affinché abbia qualcosa da dare a colui che è nel bisogno” (Ef 4:28).

Dibattito: Dovremmo discutere su quali siano i livelli responsabili di debito per le famiglie, per le imprese, o per una nazione; cosa costituisce pratiche di prestito predatorio e come prevenirle; fino a che punto, se non del tutto, la spesa per beni di consumo dovrebbe essere promossa come cura per un’economia vacillante, e cosa potrebbe essere significativamente appagante per tutti.

Domande da porsi: Che cosa un candidato farà per portare e mantenere il debito pubblico sotto controllo? Quale sarà il candidato che incoraggerà il risparmio individuale e una vita al livello dei propri mezzi?

 

  1. I poveri

Valore: i poveri, soprattutto quelli senza niente da mangiare o senza un riparo, meritano la nostra particolare attenzione. (“La prova morale di un governo è il modo in cui tratta le persone all’alba della vita, i bambini, al suo crepuscolo, gli anziani, e quelle che vivono negli spazi di ombra della vita, i malati, i bisognosi e portatori di handicap” [Hubert Humphrey]).

Motivazione: “Quando mieterete la raccolta della vostra terra, non mieterai fino ai margini del tuo campo, e non raccoglierai ciò che resta da spigolare della tua raccolta. Lo lascerai per il povero e per lo straniero. Io sono il Signore tuo Dio”(Lv 23:22). “Così, non vi sarà nessun povero in mezzo a voi, perché il Signore senza dubbio ti benedirà nel paese che il Signore, il tuo Dio, ti dà in eredità, perché tu lo possegga” (Dt 15:4).

Dibattito: non ci dovrebbe essere discussione sul fatto che la lotta alla povertà estrema debba essere una priorità assoluta di un governo. Questo è un dato di fatto. Dovremmo discutere le seguenti questioni: come generare un senso di solidarietà verso i poveri tra i cittadini? Nella lotta contro la povertà, qual è il giusto ruolo dei governi e quale quello degli individui, delle comunità religiose e delle organizzazioni civili? Quali sono le condizioni macroeconomiche più favorevoli per far uscire dalla povertà le persone? Quale dovrebbe essere il salario minimo?

Domande da porre: il superamento della povertà estrema (invece della promozione del benessere della classe media) è una priorità per i candidati? Fino a che punto sono disposti a combattere a favore delle politiche di riduzione della povertà?

 

  1. Gli anziani

Valore: coloro che sono fragili a causa della loro età avanzata meritano il nostro speciale aiuto. Hanno bisogno di un’adeguata assistenza medica, di interazione sociale e di attività significative. (L’umanità di una società si misura forse soprattutto da come tratta quelli che non più in grado di svolgere un lavoro “utile”.)

Motivazione: “Dio è Padre degli orfani e difensore delle vedove nella sua santa dimora” (Sal 68:5). (Nel mondo di oggi, i “vecchi”, probabilmente, appartengono alle categorie dei “poveri” e delle “vedove”.)

Dibattito: il dibattito concerne l’estensione delle responsabilità in vista del benessere degli anziani. Quante risorse dovrebbe mettere da parte una società per la cura degli anziani, e quali sono i modi migliori per gestire tali risorse?

Domande da porre: cosa fare per aiutare ad onorare gli anziani e a partecipare alle loro specifiche esigenze?

 

  1. I nascituri

Valore: la vita umana non ancora venuta alla luce, proprio come la vita umana pienamente sviluppata, merita il nostro rispetto, la nostra protezione e la nostra cura.

Motivazione: “Sei tu che ha formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre” (Sal 139:13), “Non uccidere” (Es 20:13).

Dibattito: c’è un legittimo dibattito sul punto in cui cominci la vita che possa essere plausibilmente considerata umana, e se il modo migliore per ridurre gli aborti sia quello di rendere l’aborto un crimine o migliorare le condizioni di vita dei poveri (ad esempio, con la lotta contro la povertà nei quartieri disagiati delle città, con l’incremento dell’istruzione per le donne e la messa a disposizione a prezzi accessibili dell’assistenza all’infanzia).

Domande da porre: i candidati sono fermamente impegnati a ridurre il numero di aborti praticati, a renderli non soltanto sicuri quando sono legali, ma anche meno frequenti?

 

  1. Sanità

Valore: tutte le persone, poveri o ricchi, dovrebbero avere accesso a cure sanitarie di base a prezzi accessibili, così come tutti sono responsabili di vivere in maniera da favorire la propria salute fisica e mentale.

Motivazione: “Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità” (Mt 9:35).

Dibattito: esiste un legittimo dibattito sul modo migliore per garantire che tutte le persone abbiano accesso a cure sanitarie a prezzi accessibili – e non certamente se gli indigenti dovrebbero o non dovrebbero essere lasciati a se stessi quando sono confrontati con malattie gravi o croniche. Grosso modo sappiamo quello che serve per condurre una vita sana (esercizio fisico, assunzione minima di zuccheri, evitare l’abuso di sostanze nocive, etc.), ma si può e si deve discutere su modi più efficaci di aiutare le persone a condurre uno stile di vita sano (ad esempio, il modo in cui dovrebbe essere fortemente regolamentata l’industria alimentare).

Domande da porre: quali sono i candidati che è più probabile favoriscano l’accesso a cure sanitarie efficaci per gli indigenti? Quali candidati sono più in grado di ridurre il numero di persone che hanno bisogno di consultare un medico?

 

  1. Cura del creato

Valore: siamo parte della creazione di Dio, e dobbiamo cercare di preservare la sua integrità come un ecosistema interdipendente e, se possibile, trasmetterla alle generazioni future migliorata. Soprattutto, non dobbiamo danneggiare la creazione con stili di vita di prevaricazione, segnati da avidità e sprechi.

Motivazione: “Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono” (Gen 1:31). “Dio il Signore prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo lavorasse e lo custodisse” (Gen 2:15).

Dibattito: il dibattito dovrebbe qui concernere l’entità del danno ecologico attuale (per esempio, se stiamo o no precipitando verso un’apocalisse climatica) e sui mezzi e i sacrifici necessari e più idonei per preservare il creato.

Domande da porre: Quali candidati mostreranno una migliore comprensione dello stato di salute ecologico del pianeta e saranno in grado di tracciare una pista migliore per prevenire la devastazione di ciò che Dio ha creato e ben ordinato?

 

  1. Pena di morte

Valore: la morte non dovrebbe mai essere una punizione per un crimine. Dal momento che, per amore, Cristo è morto per ogni essere umano (per “il mondo”), non si deve privare un essere umano della possibilità di essere trasformato dall’amore di Dio, e nessuno dovrebbe mettere a morte un essere umano che è stato trasformato dall’amore di Dio.

Motivazione: “Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?» Ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più»”(Gv 8:10–11). “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Gv 3:16).

Dibattito: Nonostante l’Antico Testamento approvi la pena di morte, per i cristiani non esiste al contrario alcuna possibilità di dibattito su questo  punto.

Domande da porre: quali candidati si impegneranno a favore dell’abolizione della pena di morte, e se sì, quanto sarà difficile? [Quali candidati, nel panorama europeo attuale paventano il ricorso alla pena capitale?, ndc].

 

  1. Criminalità

Valore: la semplice punizione retributiva è un modo inadeguato e sbagliato di trattare i delinquenti. Abbiamo bisogno di trovare modi creativi per conciliare i trasgressori e le loro vittime e reintegrarli nella società.

Motivazione: “E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione” (2 Cor 5:18). “Lui, infatti, è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto uno solo e ha abbattuto il muro di separazione abolendo nel suo corpo terreno la causa dell’inimicizia” (Ef 2: 14).

Dibattito: dovremmo discutere valide alternative alla carcerazione e il modo migliore per ottenere il reinserimento dei detenuti nella società. Dobbiamo anche discutere la misura in cui i pregiudizi etnici e razziali stanno influenzando la nostra prassi, in particolare chiederci il perché gli ispanici e gli afro–americani costituiscono la maggior parte della popolazione carceraria e come mai l’effetto della privatizzazione delle carceri ha portato a un aumento della popolazione carceraria (gli Stati Uniti hanno il più alto tasso di popolazione carceraria di qualsiasi altro paese del mondo!).

Domande da porre: che cosa propongono i candidati per ridurre il numero di persone incarcerate?

 

  1. Fame nel mondo

Valore: date le risorse presenti al mondo, dobbiamo dire che nessun essere umano dovrebbe soffrire la fame: come individui e come nazione dovremmo essere impegnati a sradicare la fame.

Motivazione: “[Il Signore] rende giustizia agli oppressi … dà il cibo agli affamati” (Sal 146:7), “Allora  [Il figlio dell’uomo] dirà anche a quelli della sua sinistra: “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli!  Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere”(Mt 25:41–42).

Dibattito: la discussione non dovrebbe concernere la questione se l’eliminazione della fame nel mondo debba essere una delle nostre priorità, ma su quali siano i modi più efficaci per raggiungere tale obiettivo e su quale sia il modo migliore per combattere la corruzione nei paesi in cui la fame è diffusa.

Domande da porre: sono impegnati, i candidati, a sradicare la fame nel mondo, e se sì, quali mezzi useranno? Sono disposti a sacrificare una percentuale del prodotto interno lordo per l’eliminazione della fame?

 

  1. Uguaglianza tra le nazioni

Valore: nessuna nazione è un’eccezione nei confronti delle esigenze della giustizia che devono regolare i rapporti tra di esse. L’America [o la Cina, o l’Europa] dovrebbe esercitare il suo potere internazionale facendo ciò che è giusto e dovrebbe perseguire i propri interessi di concerto con le altre nazioni del mondo.

Motivazione: “Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge e i profeti.” (Mt 7:12).

Dibattito: la discussione non dovrebbe essere se l’America o un’altra nazione sia in qualche modo eccezionale (e quindi abbia il permesso di fare ciò che le altre nazioni non possono fare come, per esempio, fare incursioni in terre straniere alla ricerca di terroristi). Il dibattito dovrebbe, piuttosto, vertere su ciò che significa per le superpotenze agire in modo responsabile nella comunità delle nazioni.

Domande da porre: sono disposti, i candidati, a livello internazionale, a rinunciare a un doppio standard morale: uno per la propria nazione o al limite per i propri alleati e un altro per il resto del mondo? Anche quando i candidati giungono a considerare moralmente superiore un punto di vista della propria nazione, cercheranno di convincere le altre nazioni della giustezza morale di questi valori piuttosto che imporli?

 

  1. Guerra

Valore: la guerra non è quasi mai giustificabile, e qualsiasi giustificazione che voglia essere efficace deve mostrare come una guerra particolare sia un’istanza caritsatevole per il prossimo e per i propri nemici.

Motivazione: Voi avete udito che fu detto: “Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani? (Mt 5:43-46).

Dibattito: Esiste un legittimo dibattito sul fatto se gli atti di guerra possano mai essere una forma di amore verso il prossimo e verso i nemici e se si possano giustificare quelle che sono considerate le cause della guerra (il governo di un tiranno?) e su quale sia la giusta condotta bellica (uso dei droni?).

Domande da porre: i candidati hanno mai sostenuto e dichiarato nel passato che avrebbero operato per far cessare guerre ingiuste? Hanno condannato forme di comportamento ingiusto in guerra?

 

  1. Torture

Valore: La tortra non dovrebbe mai essere praticata. La tortura disumanizza sia il detenuto sia linquirente, violando la dignità dell’uno e degradando l’integrità dell’altro ed erode il carattere morale della nazione che l’approva. (Per una definizione di tortura, si veda http://bit.ly/2HYuNZV)

Motivazione: “Amate i vostri nemici” (Mt 5: 44). “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene.” (Rom 12: 21).

Dibattito: Non esiste alcun dibattito su questo punto, almeno non un dibattito che, a partire dalla mia lettura degli obblighi morali cristiani, possa essere considerato legittimo. Anche se le torture sono state efficaci (il che, secondo le fonti più attendibili, non è vero), sarebbe moralmente inaccettabile.

Domande da porre: i candidati hanno inequivocabilmente condannato l’uso della tortura?

 

  1. Onorare tutti

Valore: Dobbiamo onorare ogni essere umano e rispettare tutte le fedi (senza necessariamente ritenerle tutte vere). Come cittadini, abbiamo il diritto di denigrare un’altra religione, ma come seguaci di Cristo, abbiamo l’obbligo morale di non farlo.

Motivazione: “Onorate tutti” (1 Pt 2:17).

Dibattito: il dibattito sulla relazione con le altre religioni non dovrebbe concernere l’avere il diritto di denigrare ciò che gli altri ritengono essere sacro: abbiamo questo diritto. Contestualmente, la discussione non dovrebbe concernere la questione se abbiamo l’obbligo morale di non avvalerci di tale diritto; non dovremo prendere in giro quello che gli altri ritengono sacro. Il dibattito, invece, dovrebbe concernere la natura degli autentici insegnamenti e pratiche delle singole religioni, fino a che punto le loro rivendicazioni siano vere (o false), e in che modo ogni religione promuova (o ostacoli) la prosperità umana.

Domande da porre: i candidati promuoveranno il rispetto per tutte le religioni, incluso l’Islam, e al tempo stesso affermeranno la necessità di un dibattito onesto su quanto siano vere e salutari?

 

  1. Ruolo pubblico della religione

Valore: ogni cittadino, religioso o meno, cristiano, ebreo o musulmano, ha il diritto di suggerire le proprie proprie prospettive sullo sviluppo umano e sul bene comune nella vita pubblica e di farlo in condizioni di parità con tutti gli altri.

Motivazione: “Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare, e pregate il SIGNORE per essa; poiché dal bene di questa dipende il vostro bene” (Ger 29:7). “Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge e i profeti” (Mt 7:12).

Dibattito: il dibattito non dovrebbe concernere la questione se le voci religiose debbano essere escluse o meno. Dovrebbe essere su che tipo di accordi politici garantiscono la parità di accesso di tutti alla partecipazione al processo politico a parità di condizioni e quali potrebbero essere i limiti di un legittimo pluralismo.

Domande da porre: i candidati sostengono la partecipazione di ogni persona alla vita pubblica, incoraggiandole sulla base delle proprie specifiche motivazioni e ragioni? Cercano, i candidati, di proteggere le voci della gente comune dall’essere soffocate da potenti gruppi di interesse (come lobby e  comitati di affari pubblici)?

 

  1. Veracità

Valore: coloro che aspirano a cariche pubbliche dovrebbero cercare di bandire la calunnia e il dispregio, dovrebbero essere sinceri con il pubblico e civili l’uno con l’altro. Si può “fare campagna elettorale”, ma non inventare, si può criticare, ma non avere mancanza di rispetto.

Motivazione: Dovremmo tutti “[seguire] la verità nell’amore” (Ef. 4:15) e cercare di “onorare tutti” (1 Pt 2:17).

Dibattito: mentre la linea di separsazione tra pubblicità e calunnia non è sempre chiara, il dibattito principale in questo caso dovrebbe vertere su quale sia il mezzo efficace per diminuire la calunnia e il disprezzo che sono entrati a far parte del nostro sistema democratico delle elezioni.

Domande da porre: i fatti relativi alle proposte dei candidati così come quelli dei loro avversari corrispondono alle parole pronunciate? I candidati stanno cercando di correggere piuttosto che cercare di beneficiare delle calunnie che gli altri esprimono, senza dare loro il proprio sostegno?

 

  1. Carattere

Valore: la competenza (competenze tecniche, tra cui l’intelligenza emotiva), benché fondamentale, conta meno del carattere, perché la conoscenza, anche se fondamentale, conta meno dell’amore.

Motivazione: “Se … conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza … ma non avessi amore, non sarei nulla” (1 Cor 13:2).

Dibattito: il dibattito dovrebbe essere su quanto contino gli aspetti del carattere e quale miscela di virtù e di competenze sia maggiormente necessaria in questo momento.

Domande da porre: Cosa si sforzano di essere i candidati? A chi vogliono assomigliare nel carattere? La paura di perdere il potere li corromperà?

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source https://dirs.gbu.it/valori-per-una-fede-pubblica-un-contributo-al-dialogo/

La ricerca del mistero e i buchi neri

(Rafael Lima)

Recentemente il mondo si è fermato per godersi la prima foto di un Buco Nero. Nei social, sui giornali, in televisione, ovunque abbiamo visto tutti la strana immagine: un anello di fuoco che circonda uno spazio scuro. Che cos’è un buco neo? Qual è la sua importanza per la scienza? Che cosa implica per l’uomo comune? E cosa cambia per l’uomo di fede? Probabilmente queste sono state le domande più ripetute in quei giorni. Cercheremo di dare una risposta, per quanto essa sia imperfetta.

Le equazioni di Einstein
Nel 1783, John Michell, un filosofo naturale inglese previde qualcosa che chiamò “stella scura” (dark star). L’idea è semplice. Ogni corpo di massa elevata come la terra, il sole o la luna hanno una propria velocità di fuga, vale a dire una velocità minima necessaria a un corpo (per esempio un missile) per sfuggire al proprio campo gravitazionale. Per esempio, la velocità di fuga della terra è di 11 chilometri per secondo. Un missile dunque deve avere velocità iniziale uguale a, oppure più grande di quella per raggiungere lo spazio. Dall’altro lato un corpo, per sfuggire al sole, deve avere una velocità di 617 chilometri al secondo poiché il sole ha molta più massa rispetto alla terra. Mitchell ragionò sull’idea che la stessa luce sarebbe composta di particelle con massa (una cosa che noi oggi sappiamo non essere vera) e usando le Leggi di Newton sul movimento teorizzò che se una stella avesse abbastanza massa, tale che la sua velocità di fuga fosse uguale a 299.792 Km/s (la velocità della luce) allora anche la luce sarebbe stata capace di sfuggire alla stella e dunque la stella sarebbe stata scura.

Tuttavia, le leggi di Newton non avrebbero rappresentato l’ultima parola sul funzionamento della gravità. Nel 1915 Einstein pubblicò la sua Teoria della relatività in una serie di quattro articoli che avrebbero cambiato tutta la nostra comprensione non solo in ordine a che cosa sia la gravità ma anche su ciò che sono lo spazio e il tempo. In sintesi, Einstein sostituì l’ottica newtoniana in cui la gravità è una forza che agisce a distanza tra oggetti aventi una massa, con una visione geometrica dello stesso spazio. Per Newton lo spazio non era altro che l’ambito in cui le particelle, i pianeti e le persone agiscono e si muovono. Per lui il tempo non sarebbe stata una costante che andava dal passato al futuro sempre alla stessa velocità. Il mondo di Einstein non è così. Lo spazio e il tempo non sono dimensioni indipendenti per i loro attori e non possono neanche essere deinterlacciati l’uno dall’altro. Si è sostenuto che fu Hermann Minkowski, fisico e professore di Einstein, che coniò il termine “spazio–tempo” per designare il nuovo concetto fisico. Per Einstein la gravità nasce dalla deformazione geometrica nello spazio–tempo dovuta alla presenza di corpi con massa notevole. Sebbene non sia possibile immaginare come funzionino le cose nello spazio quadri–dimensionale (le tre dimensioni dello spazio + il tempo) è possibile quanto meno usare una metafora bi–dimensionale per fornire un’idea grossolana. Immaginate un trampolino. Mettete una palla da bowling nel suo centro. La palla deformerà il trampolino. Adesso, prendete una pallina da ping–pong e lasciatela libera sul trampolino. È certo che la pallina sarà “attratta” dalla palla da bowling. Nella relatività accade qualcosa del genere tra le stelle e i pianeti. Il nostro sole distorce enormemente lo spazio che lo circonda e questo è ciò che i pianeti “avvertono”.

Le equazioni di Einstein sono molto complesse e la loro prima applicazione fu fatta per approssimazione. Ma anche così, esse furono capaci di grandi risultati, impossibili per le Leggi di Newton. Uno dei primi successi della relatività fu quello di dimostrare l’origine della precessione nell’orbita di Mercurio. Fin dal XVII secolo gli astronomi avevano osservato che l’orbita ellittica di questo pianeta non è immutabile ma ruota costantemente intorno al suo perielio (il punto più vicino al sole). Le Leggi di Newton non poterono mai spiegare questo fenomeno, se non includendo un nuovo pianeta sconosciuto, chiamato Vulcano. Vulcano non fu mai osservato e l’idea fu completamente abbandonata quando Einstein fu capace di spiegare precisamente le osservazioni grazie alla sua nuova teoria. Un altro grande punto in favore della relatività. Un’altra predizione fatta con la teoria fu quella secondo la quale le masse rilevanti potevano alterare la traiettoria della stessa luce.

Questa predizione fu confermata il 29 Maggio del 1919 durante l’ecclissi solare totale, osservata nelle città di Sobral in Brasile e di Sao Tame e Principe sulla costa africana. Fu posibile vedere come il sole cambiava il percorso della luce dalle stelle più lontane. La conferma lanciò Einstein nella categoria delle celebrità mondiali.

C’è un certo numero di predizioni fatte sulla base delle Equazioni di Einstein che sono state confermate. Per esempio, il 14 Settembre 2015 furono osservate per la prima volta le onde gravitazionali. E l’ultima prova a favore della relatività di Einstein, in ordine di tempo, fin dalla data di pubblicazione del suo saggio è costituita proprio dall’immagine dell’ombra di un Buco Nero.

Pochi mesi dopo che Einstein pubblicò il suo articolo, l’astrofisico e matematico tedesco Karl Schwarzschild pubblicò la prima, accurata soluzione delle Equazioni di Einstein. Questo colpì Einstein per due ragioni. Primo, come commentò, non si aspettava che un’esatta soluzione fosse rinvenuta in così breve tempo. Egli stesso aveva usato le sue equazioni per approssimazione. La seconda ragione che può averlo colpito sta nella stessa soluzione, poiché essa prefigurava un Buco Nero.

 

Il Buco Nero
La soluzione di Schwarzschild fa riferimento fondamentalmente a un oggetto centrale, sferico, non rotante. Gli astrofici lo usano costantemente per studiare alcuni tipi di stelle. In sostanza lo usiamo per studiare una stella dall’esterno. Questo significa che tale soluzione ci dice molto bene come funziona la gravità intorno a una stella o a qualsiasi oggetto sferico. Ma com’è l’intera soluzione? Bene è qui che cominciano le cose strane. Essa prevede una singolarità, vale a dire un punto centrale che non ha alcun senso matematico. La soluzione prevede anche una zona di non ritorno, chiamata Evento Orizzonte, una regione dalla quale neanche la luce è capace di sfuggire.

Una stella vive a partire dalla combustione del suo combustibile nucleare, per esempio mutando idrogeno in elio. Questo processo è definito fusione nucleare, e il calore e le radiazioni sprigionate è ciò che protegge la stella contro la compressione causata dalla sua propria gravità. Ma quando una stella ha consumato tutta la sua energia ci sono alcuni possibili esiti. Uno di essi è definita la morte della stella, quando non ha più energia al suo interno per contrastare la forza gravitazionale e tutta la materia della stella collassa verso il suo centro. Questa è la nascita di un Buco Nero. Si consideri questo: dall’esterno, a distanza, un Buco Nero si comporta come qualsiasi altro corpo dotato di massa. Se il nostro sole fosse sostituito da un Buco Nero della stessa dimensione, le orbite dei circostanti pianeti resterebbero le stesse.

Ma la soluzione di Schwarzschild mostra che c’è un limite, una regione di sicurezza massima di approssimazione. Si tratterebbe, per fare l’esempio, un punto in cui, sul nostro trampolino, la pendenza sarebbe così accentuata che la pallina non avrebbe forza per sfuggire alla caduta nella singolarità. Infatti, neanche la luce è così veloce da sfuggire all’evento orizzonte.

E qui torniamo all’importanza della foto rilasciata dal team di EHT (Event Horizon Telescope). Il fatto rientra nella grande lista di prove della Relatività Generale di Einstein e personalmente ritengo che sia una delle più impressionanti. In primo luogo, come è possibile avere un’immagine di qualcosa che non emette luce e che inoltre inghiotte la luce che attraversa la sua strada? Come è stato detto, a parte l’orizzonte degli eventi, i Buchi Neri sono esseri abbastanza normali, considerando anche che quello in questione, al centro della galassia M87 è un vero mostro i suoi 6.5 miliardi di massa solare. Quello che noi vediamo nella foto come un anello di fuoco è l’immagine di materia surriscaldata che orbita intorno al Buco Nero. Questa materia ruota in un enorme campo gravitazionale con una tale violenza da surriscaldarsi ed emettere onde radio. Sono state proprio queste onde radio a essere catturate dal telescopio EHT. Ma ciò che impressiona veramente non è tanto ciò che si vede nella foto ma ciò che non si vede, vale a dire, l’ombra del Buco Nero. A scapito di tutti i test che la Teoria generale della Relatività ha superato (e ha vinto!) nessuno ma ha saputo quale sarebbe stata la sembianza di un Buco Nero. Siamo riusciti ad avere simulazioni via computer? Sì. Abbiamo avuto prefigurazioni? Molte. Ma nessuno ha mai potuto dire con certezza che la teoria non avrebbe a un certo punto fallito.

Infatti, molti scienziati pensano che la Teoria Generale della Relatività a un certo punto fallirà, e non rappresenta l’ultima parola. Comunque, non è questa la volta in cui è fallita, in quanto adesso abbiamo l’immagine della bocca del mostro, lo stesso orizzonte degli eventi come un’ombra circolare. Questa foto è indubbiamente uno dei più grandi successi della razza umana.

 

Ma che cosa sta cercando l’uomo?
Ma che cosa sta cercando veramente la nostra razza con queste grandi imprese? Non sto parlando di successi che generano benessere ma di ciò che genera cose che chiameremmo “terene”. Io sostengo che gli esseri umani cercano il “mistero”. È ironico che la foto di EHT mostra la cosa più misteriosa esistente nell’universo fisico. Poiché che cosa c’è di più misterioso di una regione dalla quale è strettamente impossibile ricevere luce e, dunque, impossibile per noi da esplorare?

Nessuno sanno di mente direbbe che l’importanza della Nona sinfonia di Beethoven stia nel profitto che ha portato al suo autore. Nello stesso modo che cosa spinge la nostra specie a voler cercare eventi che accadono in un’altra galassia, 54 milioni di anni luce distante da noi?

L’essere umano ha in sé un desiderio smisurato, un desiderio che non può essere espresso ma che tuttavia lo muove. Agostino sosteneva che questo insaziabile desiderio nasce dal potenziale rapporto che gli uomini hanno con Dio. Un desiderio che non potrebbe essere saziato altro che dall’incontro con l’infinito. E infatti il grande scrittore cristiano C.S. Lewis ha giustamente definito questo sentimento “desiderio dell’infinito”. A proposito di questo desiderio innominabile nel suo libro A viso scoperto, uno dei personaggi dice: “Era nel momento in cui ero massimamente felice che io desideravo di più. Era un giorno felice, quando eravamo sulla sommità della collina, … con il vento e il sole … E poiché era così bello, mi sentivo di cercare, e cercare ancora. Ci sarebbe stato qualcosa di ancora più bello”. Cioè, non abbiamo questo desiderio nonostante le più pure gioie terrene, ma lo abbiamo proprio in ragione di queste. Anche la più profonda delle felicità sembra puntare a qualcosa di più grande, qualcosa che sta oltre. Non è inusuale ascoltare da persone di successo una nota di tristezza, come se tutti i loro successi non fossero abbastanza. Detto in altro modo, è impossibile per gli esseri umani essere dei materialisti allo stato puro, al 100%. Su questo punto il giornalista e scrittore G.K. Chesterton ha scritto: “Il materialismo storico, quello secondo il quale tutta la politica e tutta l’etica sono espressione dell’economia è di fatto una semplice fallacia (…) è come dire che poiché un uomo può camminare unicamente con due gambe, non camminerà mai eccetto se non acquisti delle scarpe e dei calzini”.

È possibile che questo sentimento che va oltre l’ordinario e il mondano stia al cuore dell’impresa scientifica. Certo, molta della scienza moderna ha a che fare con ciò che è terreno e mondano. In altre parole, ci sono molti settori della ricerca scientifica che hanno al proprio centro dei problemi comuni, come per esempio lo stesso benessere dell’essere umano. Ma è un fatto che nelle scienze esiste un’altra faccia della medaglia. Einstein stesso una volta disse: “Non sono interessato in questo o in quest’altro fenomeno, voglio conoscere i pensieri di Dio – il resto non sono altro che dettagli”.

È improbabile che Einstein si riferisse al Dio cristiano, ma che usasse la parola Dio come sinonimo per i misteri più profondi dell’universo. Spesso la scienza può apparire fredda con le sue leggi ed equazioni, ma la scienza è fatta dagli uomini, e nel cuore umano pulsa una volontà per l’infinito. Per questo diamo importanza a cose che possono non portare beneficio economico come la musica, l’arte la filosofia e la fisica pura. Ma può essere vero che sono proprio queste cose “inutili” che ci definiscono come esseri umani. Per Tommaso d’Aquino tutto ciò che è bello, vero e buono punta alla sua origine divina in Dio. Tutti i cristiani dovrebbero dunque cercare scientemente queste cose poiché, dopotutto, è Dio che dà la bellezza, la verità e la bontà di ciò che esiste. Conoscere l’artista significa conoscere la sua opera. Ma c’è un ulteriore fattore da considerare. Perché dovremmo aspettarci che i nostri scarabocchi matematici abbiano qualcosa a che fare con il mondo naturale?

 

Il cuore dell’uomo è pronto per l’infinito?
Il fisico Eugene Wigner ha scritto un interessante articolo il cui titolo suona come una domanda disperata: “The Unreasonable Effectiveness of Mathematics in the Natural Sciences”. Fondamentalmente, non abbiamo motivo di pensare che la matematica abbia a che fare con il mondo reale. In un senso, sarebbe come sperare che le regole degli scacchi ci aiutassero nelle politiche di una monarchia. È chiaramente un non senso. Ma nel caso della matematica si tratta di una realtà. In ingegneria, meteorologia o medicina. La matematica è usata non solo come uno strumento di lavoro ma anche come un oracolo per predire il futuro. Esattamente; per predire gli esiti di alcuni eventi quali i solstizi, le ecclissi, i lanci di missi, e i buchi neri. Una prefetessa greca sarebbe stupefatta nel vedere il potere di previsione che noi oggi diamo per scontato.

Infatti è qualcosa di sorprendente che oggi possiamo scoprire le leggi con cui funzionano le stelle e scoprire le regole con le quali muoiono. E dunque nel cuore dell’uomo non c’era semplicemente un insormontabile volontà di semplificare il mondo. Se fosse solo questo, non sarebbe un dono ma una maledizione. Ma si tratta di un dono poiché l’essere umano in qualche modo è dotato della capacità di portare avanti questo compito. Sappiamo che se avvertiamo fame, la plachiamo con il cibo. Se sete, possiamo placarla con l’acqua. Se abbiamo il desiderio di conoscere la natura, abbiamo la capacità di creare strumenti matematici per svolgere questo compito. Ma che ne è del desiderio dell’infinito? Lewis sostenne che questa potrebbe essere l’unica aspirazione che non ha un modo di essere soddisfatta. Anche le rivelazioni delle bellezze naturali e matematiche, anche la musica e tutte le arti del mondo non possono spegnerla.

Non sappiamo cos’altro sarà scoperto di questi buchi neri nello spazio in quanto abbiamo appena ricevuto la prima immagine di uno di essi. Ma assumiamo il presente stato di fatto come una metafora della ricerca dell’essere umano di saziare la sua curiosità. Dopo la matematica, dopo questa incredibile impresa umana, abbiamo ricevuto la conferma che nei fatti ci sono regioni dell’universo che sono inaccessibili ai nostri occhi. Un vero mistero. In un senso, la nostra fame di sapere non è mai saziata e continuiamo a correre verso l’orizzonte in cerca di un arcobaleno che continua a spostarsi in avanti. L’infinito è sempre un passo più in là. Come hanno detto in molti, ciò che l’essere umano desidera ardentemente non è questo Universo, ma ciò che sta oltre, e non mi sto riferendo a ciò che si trova al di là dell’orizzonte degli eventi dei buchi neri.

Rafael Lima, PhD in Fisica, è professore di Fisica presso l’Università Statale di Santa Catarina in Brasile e si è specializzato in Astrofisica Relativistica presso  l’Università La Sapienza di Roma.

 

 

 

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