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L’Europa ha bisogno di conoscere Gesù!

Studenti del GBU Italia spronati dalla conferenza sull’evangelizzazione di IFES

Priscilla era una tra 1700 studenti. Lei e i suoi amici del GBU Italia si sono uniti ad altri studenti da 47 paesi. Questa era la conferenza studentesca europea sull’evangelizzazione, Presence, a Pasqua 2017. Dopo quasi due anni le abbiamo chiesto di riflettere sull’impatto a lungo termine della sua partecipazione a Presence. Ha condiviso le sue riflessioni:

La storia di Priscilla

“Mi aspettavo un’esperienza meravigliosa. Ma non qualcosa che avrebbe ispirato così tanto sia me sia il mio gruppo GBU di Milano.
È stato meraviglioso sperimentare un’unione con altri studenti mentre pregavamo insieme in lingue diverse. Ed è stato bellissimo vedere quando è grande IFES, renderci conto che siamo coinvolti con un progetto internazionale enorme.

Presence

Un momento particolare per me è stato ascoltare la testimonianza di un uomo l’ultima sera. Era cresciuto in una famiglia musulmana in Medio Oriente. Per il suo percorso di studi ha trascorso alcuni mesi in Francia come studente internazionale. Lì ha incontrato alcuni studenti cristiani e ha cominciato a leggere la Bibbia con loro. Solo tre settimane prima di lasciare la Francia, ha dato la sua vita a Cristo.

Quest’uomo adesso lavora con gli studenti IFES in Medio Oriente.

Dopo aver ascoltato la sua storia, ho sentito la convinzione di dover approfittare di più delle opportunità per raggiungere gli studenti internazionali. Siamo abituati a pregare per missionari in tutto il mondo, ma che cosa facciamo per le centinaia di persone internazionali intorno a noi? Hanno bisogno di conoscere Gesù! E possono essere una testimonianza potente nelle proprie comunità quando tornano a casa. Il tempo speso nel nostro paese, seppur breve, potrebbe essere sufficiente.

GBU Milano

Un cuore nuovo

I miei amici e io siamo tornati da Presence spiritualmente carichi, pieni di idee e con un nuovo cuore per gli studenti internazionali. Da allora abbiamo cominciato a fare studi biblici in inglese oltre che in italiano. Nella mia università ci sono tanti studenti internazionali da Cina, India, Pakistan, Sud America e altri paesi europei. Hanno tutti background religiosi diversi e, in generale, abbiamo scoperto che non conosco un granché del cristianesimo, ma sono più aperti a parlare di questioni spirituali dei nostri amici italiani. A volte le loro domande mi sorprendono; sono curiosi, parlare della nostra anima o del nostro peccato non è qualcosa di strano per loro.

Prima di Presence ero interessata agli studenti internazionali, ma ero spaventata per via della barriera linguistica e non ero sicura dell’approccio da usare. Dopo Presence abbiamo deciso di non preoccuparci di queste cose. Il nostro inglese non è perfetto e i nostri studi biblici non sono sempre i migliori, ma la cosa importante è far sentire gli studenti internazionali accolti e amati.

GBU Milano

Abbiamo cominciato a organizzare un evento evangelistico ogni mese – solitamente feste a tema come gli anni ‘50, pizza, serata film, il sud Italia… stiamo imparando ad avere sempre qualcuno che possa tradurre tutto in inglese e cerchiamo di pensare a come gestire il cibo, i giochi, la musica e una presentazione del vangelo nel modo più efficace possibile. A volte siamo arrivati a essere addirittura 60 persone! Siamo andati in giro per la facoltà a incontrare gli studenti. Ora ci stiamo occupando di creare una piccola guida su come sopravvivere all’università qui, che include anche alcune informazioni sul GBU.

Un’avventura che vale la pena vivere

Incoraggerei i gruppi IFES che ancora non hanno intrapreso l’impegno verso gli studenti internazionali a lanciarsi in questa sfida perché ne vale davvero la pena. È una grande opportunità per scoprire altre culture e testare la propria fede. Pregate per le vostre università e lasciatevi sorprendere!

GBU Milano

E agli studenti IFES che stanno pensando di andare alla prossima conferenza europea per l’evangelizzazione, Revive, vorrei dire: ANDATE! Quando siamo tornati a casa ci siamo resi conto di quanto Presence ci avesse unito come gruppo. Ci ha resi una vera squadra con lo stesso obiettivo e la stessa visione, lo stesso amore per gli studenti. Presence è stata un’avventura e ci ha regalato storie che raccontiamo ancora oggi.”

Presentando REVIVE

L’impatto di Presence si è sentito per tutta la regione dell’Europa: gli studenti si sono innamorati più profondamente di Gesù e hanno colto la visione di condividerlo in facoltà. Molte settimane di missione hanno avuto luogo in nuove città, come risultato di Presence. Ma IFES Europa desidera ancora di più. Desidera vedere un risveglio, nei suoi studenti credenti, nelle sue università, nelle sue nazioni. Revive, la prossima conferenza europea sull’evangelizzazione, si svolgerà in Germania dal 27 dicembre 2019 al 1 gennaio 2020.

 

(articolo apparso su ifesconexion.org)

 

Sono ancora disponibili biglietti scontati per Revive per chi si iscrive allaFesta GBU! CLICCA QUI
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REVIVE Europe

Ho appena fatto una ricerca su internet.

Con 99 euro non ci paghi neppure un cenone di Capodanno in un ristorante semi serio. Eppure, con 99 euro, tra dodici mesi, potrai celebrare il Capodanno in modo alternativo quanto straordinario! Un week-end intero insieme ad alcune altre migliaia di giovani (studenti e laureati) provenienti da tutta Europa, radunati sotto lo stesso tetto per lodare Dio insieme e lasciarsi sfidare dalla Sua Parola.

Revive è un congresso promosso da IFES (International Fellowship of Evangelical Students) per studenti e laureati di età compresa tra i 18 e 30 anni, al quale si stima parteciperanno circa 5000 persone e avrà luogo a Karslrhue (Germania) dal 27 Dicembre 2019 al 1 Gennaio 2020. Bello, no?

Sarebbe stupendo se tanti italiani partecipassero a Revive l’anno prossimo, incluso te; per questa ragione vorrei provare a convincerti a iscriverti portando alla tua attenzione 5 ragioni per le quali non dovresti lasciarti sfuggire questa bellissima opportunità:

Dio desidera utilizzare Revive per incoraggiarti, fortificarti e sfidarti.

Se guardo indietro nella mia vita, alcuni tra i momenti in cui ho sentito con più chiarezza la voce di Dio era durante convegni, raduni, campi biblici… quando ci stacchiamo dalla nostra routine quotidiana e prendiamo del tempo per passarlo con Dio, lui non mancherà di parlarci, incoraggiarci, riprenderci, sfidarci. Forse Dio ti parlerà attraverso la predicazione della Sua Parola, o magari attraverso un workshop, una testimonianza, una conversazione a tavola o durante un momento di preghiera. Ciò che è certo, è che Dio desidera incoraggiarti, fortificarti e sfidarti, e lo farà se glielo permetti, anche durante Revive.

Il prezzo è troppo vantaggioso per lasciarsi sfuggire questa opportunità.

In questa prima fase della campagna iscrizioni, la cosa più straordinaria è proprio il prezzo. Sebbene il costo intero di Revive sia 199 Euro, per coloro che si iscriveranno entro il 31 Dicembre 2018 è riservato un prezzo quasi simbolico: soltanto 99 Euro! Per questa cifra Revive ti offre un intero week-end straordinario, ricco di insegnamento, nuove amicizie e lezioni che segneranno la tua vita. Dal 1 Gennaio (e fino al 30 Giugno) il costo del congresso salirà a 149 Euro, che comunque rimane un prezzo vantaggiosissimo in confronto con ciò che Revive ti darà! Perciò, cogli questa bella occasione e iscriviti entro il 31 Dicembre per assicurarti il miglior prezzo!

Celebrare il Signore insieme a tante persone provenienti da paesi diversi è straordinario.

Lodare Dio insieme a tante altre persone è un’esperienza molto forte. Se poi quelle tante persone provengono da più di quaranta paesi Europei (e oltre), mi permetto di assicurarti del fatto che sarà un’esperienza indimenticabile. È in occasioni come questa che ci rendiamo realmente conto che la Chiesa di Cristo è molto più grande della nostra piccola realtà locale. Ascolterai le storie di fratelli e sorelle in Cristo che provengono da paesi dei quali non conosci proprio nulla, eppure affrontano le stesse sfide che affronti tu, leggono la stessa Bibbia che leggi tu e adorano lo stesso Dio che adori tu. A Revive potrai toccare con mano la ricchezza e la bellezza del popolo di Dio.

Conoscerai e farai amicizia con tante persone che altrimenti non conosceresti mai.

Non sto dicendo che se andrai a Revive incontrerai la compagna/il compagno della tua vita (anche se potrebbe sicuramente succedere : ), ma ti assicuro che a Revive avrai la possibilità di conoscere e stringere una forte amicizia con delle persone che altrimenti non conosceresti mai. Uscire dal proprio contesto, conoscere nuove culture, incontrare persone nuove fa sempre bene e allarga i nostri orizzonti.

Occasioni di questo tipo non capitano tutti i giorni.

Quando potrai prendere nuovamente parte a un evento così grande, insieme a migliaia di altri giovani provenienti da ogni paese del nostro continente? La verità è che forse si tratta di un’opportunità irripetibile e, in quanto tale, faresti bene a non lasciartela sfuggire. Il mio consiglio è di andare ora su www.reviveeurope.org per capire meglio cosa è Revive e magari compilare il modulo di iscrizione. Esiste anche un indirizzo e-mail al quale puoi scrivere in italiano per ricevere maggiori informazioni (), saremo ben felici di rispondere a ogni tua domanda.

Che dire, spero proprio di vederti a Revive tra esattamente 12 mesi!

Giovanni Donato
(Staff GBU Siena)

Dr Denis Mukwege by PINAULT/VOA [Public domain], via Wikimedia Commons
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L’ultima parola: riflettere il carattere di Dio (Dr Denis Mukwege)

Il dottor Denis Mukwege è un medico che si occupa delle vittime di stupro. E’ un ginecologo di ottima reputazione, che potrebbe vivere in Occidente. Ma ha scelto di lavorare in una delle zone più tormentate della Repubblica Democratica del Congo. In una regione fatta a pezzi dalla guerra e da anni di orribili violenze sessuali, quest’uomo si prende cura di migliaia di donne, molte delle quali sono state vittime di violenti stupri di gruppo. La sua competenza nel campo medico è quella di salvare vite ed è un coraggioso sostenitore dell’uguaglianza di genere nel paese.

Questo fratello della Repubblica Democratica del Congo è un laureato del movimento IFES [n.d.t. GBU] del Burundi, dove ha fatto parte dei suoi studi medici. E’ stato insignito del premio Sakharov dall’Unione Europea nel 2013 ed era nella lista dei premi Nobel nel 2016 [n.d.t. premio che ha vinto quest’anno]. E’ un modello per me dell’impegno cristiano nella società. Porta in maniera disinteressata il carattere di Dio a queste persone affrante.

Anche noi siamo chiamati ad avere un impatto nel nostro mondo per la gloria di Cristo. Di fronte all’opposizione e ai devastanti effetti del peccato, ci potremmo sentire impotenti. Cosa possiamo fare? Da un lato, questo è vero, noi non possiamo cambiare il mondo che ci circonda. Ma Dio può. E ci chiama a essere i suoi agenti nella trasformazione. Ci chiama a essere sale e luce nelle nostre società affrante.

Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo. Ef. 2:10 NRV

In un ministero come IFES, siamo comunità del popolo di Dio e Lui vuole lavorare attraverso di noi per ridurre alcune delle conseguenze del peccato in questo mondo. Voglio incoraggiare a vederci come strumenti di trasformazione nelle mani di Dio nelle università, nelle famiglie, nella società, nella chiesa.
Dovremmo ricordare il grande disegno della creazione di Dio. Dall’inizio, siamo stati mandati da lui per avere influenza sulla sua creazione. A causa del nostro peccato, l’esecuzione di ciò diventa più difficile. Ma lasciamo che questo mandato biblico ci rinnovi e lavoriamo attraverso il potere dello Spirito Santo per avere un impatto buono e positivo nel nostro mondo affranto. Dio ci ha fatto a sua immagine. Vuole che la sua gloria sia conosciuta e celebrata. Ci ha dato un meraviglioso dono di grazia per cambiare questo mondo fratturato.

E così, noi cerchiamo di avere un impatto sulla società, ma non soltanto per vederne la trasformazione sociale, sebbene questo è uno degli aspetti. Infatti facciamo campagne per la giustizia perché vogliamo vedere più della giustizia di Dio riflessa nella società. Ci pronunciamo a favore dei diritti delle persone perché vogliamo riflesso di più il carattere di Dio nelle nostre comunità. Quando l’essere affranti porta a un livello di povertà che riduce la dignità di coloro che sono fatti a immagine di Dio, siamo profondamente colpiti e siamo sfidati a migliorare le condizioni della gente. Non combattiamo per la ricchezza, ma per la dignità delle persone create a immagine di Dio e per l’onore del Dio che celebriamo. C’è una motivazione spirituale per il nostro impegno e per tutto quello che facciamo per riflettere sempre più il carattere di Dio.

Per fare questo, dobbiamo resistere nel non rimanere bloccati nelle nostre bolle e ghetti. Occorre che facciamo coraggiosamente e orgogliosamente passi per andare nel mondo ed esplorare le maniere di permettere al carattere di Dio essere riflesso a tutti i costi – in spazi pubblici come la politica, sui nostri campus universitari, nelle comunità colpite duramente dalla guerra. Questi contesti possono, per la loro natura, essere difficili e pericolosi, ma possiamo essere incoraggiati e potenziati dal nostro grande Dio che ci dice: non temere. E’ il suo amore e la sua potenza che siamo chiamati a portare alle persone affrante che ci circondano.

Daniel Bourdanné

 

Questo articolo è stato tratto dal sito di International Fellowship of Evangelical Students (IFES). Tradotto e pubblicato con permesso. Puoi  leggere l’originale su https://en.ifesconexion.org/last-word-reflecting-gods-character-5b8a48b9da6 o avere altre informazioni visitando il sito ifesworld.org

Leggi anche:

https://it.wikipedia.org/wiki/Denis_Mukwege

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IFES World Student Day 2017 – 20 Ottobre 2017

IFES World Student Day — un giorno di preghiera per gli studenti di tutte le nazioni

Il 20 Ottobre 2017, studenti, laureati, staff e sostenitori della missione studentesca in tutto il mondo si riuniranno per pregare assieme.

È un modo unico per cogliere la visione della missione di Dio in tutto il mondo e di ascoltare e pregare per fratelli e sorelle di tutto il globo. Nei giorni che precedono il World Student Day, condivideremo con voi delle richieste di preghiera da studenti delle 11 regioni di IFES. Vi invitiamo a pregare per loro e a partecipare al World Student Day in modo che la gloria e la potenza di Dio si possa mostrare attraverso le nostre preghiere.

Mandate le vostre richieste di preghiera e scoprite idee su come pianificare un evento di preghiera su ifeswsd.org

Pregate per studenti in Finlandia, Brasile, Singapore e in tutto il mondo

Johannes, OPKO Finlandia

Johannes FinlandiaStudio medicina a Kuopio. Ci sono 20 persone nel mio gruppo OPKO e io sono il coordinatore. In Finlandia alcune persone seguono Cristo, altre sono aperte ma non lo seguono, altre sono apatiche e altre ancora lo rifiutano. Abbiamo un bel gruppo di studenti, mi sento bene e al sicuro tra di loro. Dio sta equipaggiando il nostro gruppo, per esempio lasciandoci organizzare una settimana evangelistica e facendoci imparare. Lui sta equipaggiando gli studenti credenti e raggiungendo i non credenti tramite il gruppo. Pregate per un programma di formazione per i membri del gruppo, per nuovi coordinatori e che gli studenti possano veder rafforzato il loro rapporto con Gesù.

Ana Clara, ABUB Brasile

Ana BrasileStudio psicologia e sono la presidente di ABU Lavras. Abbiamo 17 studenti attivi in gruppi di studio biblico a UFLA e a UNILAVRAS. Il cristianesimo è largamente accettato in Brasile, anche il nostro calendario delle festività è cattolico, sebbene il paese dice di essere secolare. Il nostro gruppo è cresciuto di più come corpo di Cristo e speriamo che i semi che abbiamo piantato tra i non credenti possano un giorno germogliare. Pregate che il gruppo locale, che si estende per tutta la città, si possa rafforzare. Pregate che i gruppi di studio biblico possano avere un impatto nelle vite di molte persone all’università e che non sia solo un gruppo per amici credenti. Pregate che il nostro gruppo impari a lasciare il “ghetto dei credenti” e che sia più attivo nelle università.

Natalie, FES Singapore

Natalie SingaporeStudio psicologia, sono parte di NTU-CF che ha circa 226 membri. Singapore è un paese piuttosto multi religioso, diversi gruppi religiosi vivono in armonia. NTU-CF sta cercando di far crescere la visione di essere sale e luce all’università e oltre. Ci sta sfidando a pensare e ad agire sulle ingiustizie intorno a noi, di amare il nostro prossimo come gruppo di credenti, di cercare la volontà di Dio attraverso lo studio della sua parola, e di riflettere sulla giustizia di Dio con la nostra mente, le nostre parole e le nostre azioni. Pregate che Dio ci dia saggezza per raggiungere il campus nel modo in cui Lui vuole, e che ci usi come le sue mani e i suoi piedi, e suoi messaggeri di amore, per essere una voce profetica a NTU. Chiedete che Dio ci dia più passione di essere sale e luce per Lui, tra i membri del nostro gruppo e tra gli altri credenti intorno a noi. Pregate che Dio dia ai coordinatori di NTU-CF la forza di guidare, saggezza e umiltà.

Parteciperai al World Student Day?

Vai sul sito per iscriverti, condividere le tue richieste di preghiera, e trovare richieste di preghiera di studenti e staff di tutto il mondo IFES.

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Siamo presenti, siamo convinti, siamo carichi!

Delegazione italiana a IFES Presence 2017

Siamo presenti.

Sono tornata da poco da Presence, il convegno europeo sull’evangelizzazione. Eravamo un bel gruppo di più di 20 dall’Italia e, a primo impatto, Presence ci ha colpiti proprio per la presenza di così tanti studenti credenti (più di 1500) provenienti dalle università di tutta Europa.

Ho mangiato con un ragazzo che è solo nella sua università, in un paese dove i credenti vengono perseguitati, e anche con ragazzi che fanno parte di gruppi molto numerosi. C’erano studenti di ogni corso di studio che si possa immaginare, da tantissime città. Durante il pomeriggio ogni movimento nazionale aveva la possibilità di esporre locandine, giochi, questionari ed eventi che avevano funzionato nel suo paese, in una sorta di “mercato di idee”. Abbiamo avuto così l’opportunità di confrontarci con le altre delegazioni su come condividere il vangelo nelle università. L’Italia ha presentato l’idea dell’aperitopic (aperitivo con discussione a tema) e forse si diffonderà in altri paesi! Abbiamo preso spunto dalla creatività di tante idee originali dagli altri gruppi e nei prossimi mesi questa ispirazione arriverà ai nostri gruppi in tutta l’Italia.

Siamo convinti.

Per me il convegno è stato un momento per riflettere su come costruire il ponte fra la cultura in cui viviamo e le verità in cui crediamo. Abbiamo sentito interventi su temi molto attuali come la sessualità o le tendenze della cultura postmoderna, e ogni volta per me è stata una boccata d’aria fresca ricordarmi che quello che Dio ci offre in Cristo è più buono della pseudo-felicità offerta dalla cultura in cui viviamo. Ho riflettuto molto sulla bontà della buona novella: non offriamo ai nostri amici una speranza effimera e una vita di sacrifici ma la possibilità di conoscere il Dio vivente e di trovare un tesoro che vale più di ogni altra cosa.

L’insegnamento dal libro di Giona e una predica su Giovanni 1 hanno messo in evidenza l’immensità della grazia di Dio. Che Dio misericordioso che manda suo Figlio a portare via il peccato del mondo! E che buon Dio che ha misericordia di Ninive e di un profeta riluttante! Questa è una notizia che vale la pena diffondere nelle università, perché è buona notizia per chi crede.

Siamo carichi.

Siamo stati sfidati in tanti modi a Presence: a usare i propri doni e interessi come spunto per parlare di Cristo; essere pronti a condividere questo messaggio con i nostri amici e a invitarli a indagare le fonti bibliche con noi; avere il coraggio di organizzare eventi evangelistici all’università; avere la costanza di perseverare quando non vediamo i frutti e pensare a nuovi modi di diffondere lo stesso vangelo di sempre. Ho visto i miei amici italiani rispondere con tanta maturità a queste sfide, li ho visti riflettere molto e valutare tanti spunti e stimoli. Abbiamo parlato molto delle mancanze culinarie di altre culture, ma abbiamo anche parlato tanto di come applicare le lezioni del convegno al nostro contesto.

Questo gruppo ha un’energia instancabile: abbiamo ballato come scemi (sarà colpa nostra se ‘Andiamo a Comandare’ arriva in Grecia o Romania!) e abbiamo cantato a squarciagola ovunque. Ci siamo fatti riconoscere subito come la rumorosa e divertentissima delegazione italiana. E sorrido pensando che questo è lo stesso entusiasmo che portiamo con noi dentro le università italiane e, con l’aiuto del Signore, tanti vedranno la bontà della buona notizia.

Siamo presenti, siamo convinti e siamo carichi!

Aoife Beville
(GBU Napoli)

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Convegno FEUER 2016 – Proclamare il vangelo nelle università europee

Il motto del GBU definisce bene la nostra missione: Condividere Gesù da studente a studente. Esistono potenzialmente tre modi per fare questo e riteniamo che tutti e tre siano egualmente importanti e necessari per un gruppo GBU: la testimonianza personale, lo studio della Bibbia in gruppo e la proclamazione pubblica. Lindsay Brown, ex Segretario Generale di IFES e coordinatore del network FEUER (di cui parleremo in questo breve articolo), afferma che i movimenti studenteschi più forti nel mondo sono proprio quelli che danno importanza a tutti e tre questi approcci all’evangelizzazione. A quanto pare, però, molti gruppi GBU nel mondo sono forti sui primi due aspetti, ma un po’ più deboli per quanto riguarda la proclamazione pubblica del messaggio del vangelo. Anche per questa ragione non molti anni fa è nato, in seno a IFES, un network chiamato FEUER che esiste proprio per rafforzare la passione per la proclamazione pubblica del vangelo nelle università dell’Europa e oltre. La sfida è grande, perché argomentare pubblicamente la nostra fede lì dove il credere in Dio viene sminuito a scapito della razionalità e del sapere, comporta coraggio, preparazione, intenzionalità e passione.

Ogni anno a novembre più di 100 persone si incontrano per 4 giorni di comunione, formazione e pratica. Coloro che prendono parte a questo raduno sono staff, studenti, collaboratori (tra questi sono inclusi leader di chiesa, accademici, artisti, ecc.) accomunati dal desiderio di vedere il vangelo proclamato pubblicamente e con vigore nel contesto universitario. Il convegno FEUER è un convegno itinerante e quest’anno si è tenuto proprio nel nostro paese, a Pescara, dal 3 al 7 novembre.

Tra le persone presenti dall’Italia c’erano alcuni staff, alcuni studenti, alcuni collaboratori, qualche accademico e un osservatore. È stata sicuramente una bella opportunità per essere nuovamente sfidati a cogliere con entusiasmo la sfida della proclamazione pubblica e abbiamo chiesto a due persone presenti di raccontarci la loro esperienza:

Quest’anno sono andata per la prima volta alla conferenza FEUER. Tutta la conferenza ruotava intorno alla riflessione, insegnamento e pratica della proclamazione pubblica del vangelo e per me è stata un’esperienza davvero ricca. Poter sentire le storie e testimonianze di diversi gruppi studenteschi di tutta Europa mi ha incoraggiato e fatto riflettere sull’importante ruolo che il GBU ha nella proclamazione della verità del Vangelo all’interno delle università italiane. Abbiamo sicuramente un grande potenziale non solo con l’evangelizzazione a tu per tu e attraverso gli studi biblici nei gruppi ma anche attraverso la predicazione evangelistica. È stato anche molto valido poter preparare ed esporre in piccoli gruppi un messaggio evangelistico con il proposito di migliorarci e di aiutarci a vicenda! Esco da questa esperienza con la consapevolezza che la sfida all’interno dell’università è grande ma anche con il cuore pieno di fiducia nella potenza del Vangelo per la trasformazione delle vite. – Carol Rocha, staff in formazione GBU Bologna

Sono stati dei giorni molto incoraggianti per me. Mi ha stupito la praticità, la concretezza di ogni messaggio. La conferenza è stata strutturata per essere una ferramenta dove rifornire la propria cassetta degli attrezzi perché tutti gli oratori, anche se usando inquadrature e metodi diversi, hanno trattato un unico tema: il vangelo puro e semplice. Ed è stato fondamentale per me, per poter affrontare quella piccola paura che mi potrebbe portare a prepararmi su ciò che penso possa essere più accettabile dal non credente piuttosto che sul vangelo puro e semplice.
Ho sentito decine e decine di testimonianze di decine e decine di paesi diversi, di persone che Dio ha usato per portare il Suo nome nei cuori di tantissimi studenti europei. L’umiltà dei testimoni e dei messaggeri era palese perché tutti sapevano che qualsiasi strumento comunicativo o strategia di propaganda non avrebbero mai potuto cambiare la vita di una persona, ma solo il vangelo. Questo è stato il più grande incoraggiamento, che davvero il vangelo di Gesu Cristo è potente a cambiare e salvare.
Vedere l’Europa unita nell’obiettivo di proclamare pubblicamente Gesù ha anche evidenziato l’unicità di ciascun paese e ciascuna cultura. Il confronto con i metodi inglesi, tedeschi, serbi, ecc. non solo mi ha fatto sentire molto italiano, ma mi ha anche fatto riflettere su quali fattori culturali e ambientali potrebbero influenzare le strategie che vogliamo mettere in atto per rendere Gesù famoso nelle università italiane. Benji Di Lullo, studente GBU, Firenze

Il GBU crede nell’importanza di proclamare il vangelo pubblicamente nelle università italiane e lavoriamo perché ogni gruppo possa non soltanto essere forte nella testimonianza personale e nei gruppi di studio biblico, ma anche nella proclamazione pubblica tramite eventi speciali, conferenze, cene, aperitivi, cineforum, ecc. Che Dio benedica i nostri sforzi!

Giovanni Donato
(Staff GBU a Siena)

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FEUER visto da un “accademico”

Dal 3 al 7 novembre abbiamo avuto il piacere di ospitare in Italia, a Montesilvano (PE), il convegno annuale FEUER organizzato da IFES. Questo convegno esiste per far incontrare e per formare studenti, personale docente dell’università, collaboratori dei movimenti e altri che hanno a cuore la proclamazione pubblica del vangelo nell’università. Ci sono momenti in cui dobbiamo andare al di là dello studio biblico evangelistico o della testimonianza personale e alzarci in piedi nel contesto di una serata, una cena, una conferenza all’università per esporre il vangelo in modo chiaro ma anche rilevante. La rete FEUER esiste per incoraggiare chi fa questo, condividere esperienze ed essere formati. Abbiamo chiesto a Nicola Berretta (anziano di una chiesa di Roma), che ha fatto parte del percorso accademico, di condividere la sua esperienza.
Johan Soderkvist – Segretario Generale GBU

Sono stato alla conferenza FEUER! Per parlarvene dovrei forse cominciare proprio dal nome, che è sì un acronimo di “Fellowship of Evangelists in the Universities in EuRope” (Gruppo di Evangelisti nelle Università d’Europa, ndr.), ma è anche – così mi dicono – una parola tedesca che significa fuoco. In effetti un’atmosfera un po’ teutonica confesso di averla respirata. Mi riferisco soprattutto al fatto che ho partecipato alla conferenza nell’ambito del cosiddetto “percorso accademico”, cioè di coloro che operano all’interno dell’Università in qualità di docenti o di coloro che, come me, vi gravitano attorno molto strettamente. Bene, l’atmosfera che si respirava era abbastanza seriosa e a tratti intimidente, forse appunto per la presenza di docenti tedeschi che, non so perché, ma danno sempre un po’ l’impressione di prendere molto sul serio le cose che fanno.

Sto ovviamente scherzando, ma non nego di essermi preso un po’ in giro da solo, pensando all’impressione che forse trasmettevamo agli altri partecipanti al convegno, quasi che fossimo un’aristocrazia separata che si concedeva allo sguardo altrui quando si mangiava (in tavoli separati!) o avevamo l’incontro plenario nel dopo-cena. A questo aggiungo anche la sorpresa di notare che i partecipanti a questo “percorso accademico” fossero solo uomini. Pare che ciò fosse dovuto al fatto che 6 docenti di sesso femminile fossero state impossibilitate a venire. Fatto sta che stare per tre giorni dalla mattina alla sera – pause pranzo incluse – con uomini che parlano solo di fine tuning dell’universo è stata proprio dura.

Detto questo, sono davvero contento di avervi partecipato. Ci sono stati incontri molto intensivi in cui ho potuto recepire consigli davvero utili su come poter essere di testimonianza in ambito accademico e gestire anche occasioni in cui possiamo essere chiamati a parlare pubblicamente. La presenza in particolare di una persona come John Lennox, che ha presieduto gran parte degli incontri, è stata fonte di grande ispirazione, per le esperienze che ci ha condiviso e per la possibilità dunque di osservare in qualche modo da insider il modo come lui prepara e gestisce i suoi dibattiti e conferenze pubbliche. Quando si guardano su You-tube sembra tutto molto semplice e naturale per lui, mentre in realtà quella padronanza è frutto di tante ore di faticosa preparazione, e vissute poi nella costante consapevolezza di doversi rapportare con rispetto e sensibilità cristiana con l’interlocutore. Per me poi sono stati di particolare utilità i suggerimenti su come affrontare e fare miglior uso del tempo dedicato a domande e risposte dall’uditorio, che invece per me è normalmente fonte di forte insicurezza e nervosismo.

L’idea sottesa a questo “percorso accademico” era anche quella di creare una rete tra di noi, in modo da consigliarci e aiutarci l’un l’altro, oltre che creare un contesto per elaborare e discutere di tematiche di apologetica cristiana. Questo obiettivo penso che sia al momento ancora tutto da costruire, ma questa conferenza è stata certamente un buon inizio.

Al di là di tutto, questa esperienza è stata utile per me personalmente, per consolidare il mio desiderio di servire il Signore nel mio contesto professionale, e mettermi al servizio dell’opera del GBU in Italia, nei limiti delle mie capacità e delle mie possibilità.

 

Nicola Berretta

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Una GBUina a Formación

Student Leadership Formacion è una conferenza di 10 giorni organizzata da IFES Europa in cui vengono affrontate questioni come “che tipo di persona chiama Dio a essere leader?” oppure “come posso sentire e sapere che sono stato chiamato?” e ancora “come può un leader crescere e non avere un burn out?”.

italiani a formacionDal 4 al 13 agosto 2016 ho avuto l’onore di andare in Polonia insieme ad altri 3 GBUini e imparare come essere buoni leader nella chiesa e nel ministero IFES attraverso la storia di Mosè. Posso dire con certezza che è stata una delle esperienze più incredibili della mia vita finora!

Eravamo 140 studenti da 40 paesi diversi, tutti con lo stesso ruolo di leader-coordinatori in un gruppo biblico universitario nella loro università. E’ stato molto incoraggiante conoscere altri studenti (tutti tra i 19 e i 23 anni) da diversi paesi nel mondo che servono Dio e ne sono appassionati quanto me! E’ stato molto bello poter condividere con loro le proprie esperienze di fede e anche il loro lavoro nelle università con IFES. Mi sono sentita di far parte di qualcosa di molto grande e importante e sono tornata a casa con un maggiore senso di responsabilità per il mio ruolo e con un grande entusiasmo di ricominciare quest’anno universitario.

Il programma era molto fitto e intenso ma mai pesante o stancante! E’ stato molto ben pensato! Era tutto dinamico, originale e interessante! Sono stati solo 10 giorni ma abbiamo davvero imparato tantissimo e siamo cresciuti nella nostra fede, come uomini e donne di Dio, come fratelli e sorelle amorevoli e come giovani leader consapevoli pronti ad assumersi responsabilità e a lavorare in modo efficace in un team per poter rendere Dio famoso nel migliore dei modi!

vmgvfne2Oltre alla mia crescita in Dio, è cresciuta anche la mia famiglia di credenti nel mondo! Ho fatto tanti nuovi amici con cui ho legato tanto e creato profonde amicizie nel nome di Dio che porto ancora avanti oggi. Ora ho fratelli e sorelle anche in Serbia, in Grecia, in Spagna, in Russia, in Francia, in Inghilterra, a Gerusalemme!

Ma Formacion fa anche molto altro: ti fa conoscere la tua personalità e ti insegna come usarla in modo efficace; ti dà modo e tempo per riflettere sulla tua intera vita per vedere dove Dio ha operato e quali eventi hanno plasmato chi sei oggi; ti sfida e ti incoraggia a passare un’intera giornata in solitudine con Dio, a camminare per 20 km nelle colline polacche con solo una mappa a disposizione (motivo per cui il mio gruppo ha rischiato per pochi chilometri di superare il confine e trovarsi in Slovacchia); ti fa mangiare tante tante tante zuppe, verdure a colazione e pancakes a cena; ti dà l’occasione di imparare le peculiarità delle altre culture nella serata internazionale e ti sfida a superare le tue difficoltà e paure.

Sono davvero grata a Dio per avermi permesso di partecipare a questa esperienza unica che ha cambiato la mia vita!

Debora Oxenham
(GBU Roma Tre)

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Formación 2016

Banner Formacion

Formación è la parola spagnola per formazione. Si riferisce alla necessità di crescere come persona a tutti i livelli: fisico, emotivo, intellettuale e spirituale.

Student Leadership Formación (SLF) è un evento promosso da IFES Europa che vuole incoraggiare questa crescita attraverso una grande varietà di stili di formazione tra cui il lavoro di squadra, il tutoraggio, un progetto di servizio pratico della comunità locale, esposizioni della Bibbia, seminari, gruppi di discussione e attività all’aria aperta.

SLF è stato progettato appositamente per gli studenti che sono attualmente coinvolti nella guida di un gruppo universitario, e anche per coloro che sono potenziali leader studenteschi. Questo vale per la leadership a qualsiasi livello: coordinatori di gruppi locali, guide in uno studio biblico, leader in un team evangelistico…

Questa estate in Polonia, dal 4 al 13 agosto, si incontreranno diversi leader e potenziali leader, provenienti da oltre 35 paesi di tutta Europa per imparare ed esplorare insieme la leadership in relazione al Regno di Dio. Per Formación 2016 i partecipanti avranno occasione di imparare dalla vita di Mosè e avere varie opportunità di apprendimento che permetteranno loro di ascoltare Dio, mentre crescono nella propria capacità di leadership.

Che tipo di persona Dio chiama a guidare?

Come faccio a sapere che sono stato chiamato?

Come può un leader crescere senza esaurirsi?

La conferenza IFES Student Leadership Formación è un evento chiave in cui questo tipo di domande trovano risposte e dove si formano amicizie per tutta la vita.

Dall’Italia parteciperanno tre coordinatori: Adelina Puscasu (GBU Padova), Debora Oxenham (GBU Roma Tre) e Benji Di Lullo (GBU Firenze), insieme a Carol Rocha, coinvolta nello svolgimento del programma. Preghiamo per loro!

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Quanto è attuale la Bibbia?… Vieni a scoprirlo!

La Bibbia è il libro di Dio, valida non soltanto per l’antichità ma anche per oggi. Il problema è che a volte sembra troppo remota per essere di alcuna utilità…

A Bible & Culture vogliamo imparare come pensare in modo intelligente partendo dalla Parola di Dio, per vedere come Dio parla e come vuole che viviamo nella società di oggi. Vogliamo sapere come uscire dalla chiesa ed entrare nel mondo, vivendo in modo integro come seguaci di Gesù.

Tutto questo lo otteniamo scavando nella Bibbia, in profondità, con l’aiuto di alcuni ottimi insegnanti, e nel percorso impariamo sempre di più sul carattere del nostro Dio e Salvatore. Insieme alla Parola di Dio vogliamo anche osservare il mondo, con quello che John Stott chiamava il duplice ascolto: leggere i giornali con un occhio e la Bibbia con l’altro, sempre cercando di capire la nostra utilità, come popolo di Dio, per Lui e per la sua creazione.

Bible & Culture è un momento per gettare delle fondamenta che, speriamo e preghiamo, il Signore userà per edificare la tua vita come suo seguace per il resto dei tuoi giorni.

Bible & Culture si svolgerà a Berlino, dal 28 giugno al 26 luglio 2016. Sul sito di Bible & Culture trovi tutte le informazioni riguardo il posto, i costi e come registrarsi. Ovviamente il programma è tutto in inglese.

B&C1

Ecco la testimonianza di alcuni italiani che hanno partecipato negli anni passati.

Già da studentessa ero a conoscenza dell’esistenza di Bible & Culture e avevo sempre pensato che mi sarebbe piaciuto parteciparvi. L’anno scorso, per una serie di circostanze che il Signore ha preparato, e grazie all’input di qualcuno nel GBU che mi ha detto: “ma perché non ci vai?” mi sono decisa a partire. È stata davvero una buona decisione: non credevo fosse possibile imparare e crescere così tanto nell’arco di quattro settimane! È stata una vera benedizione poter spendere del tempo studiando la Bibbia in modo induttivo ed intensivo, andando a fondo in alcune verità bibliche, imparando rispondere ai problemi della cultura postmoderna con la Bibbia alla mano e a riflettere su quale sia la mia identità in Cristo. Ho anche vissuto preziosi momenti di comunione fraterna, imparando a conoscere persone provenienti da tutta Europa, persone molto diverse da me ma con uno stesso obiettivo: conoscere meglio Cristo ed essere Suoi testimoni nel mondo. Incoraggio i laureati a pregare e prendere in considerazione l’idea di partecipare, quest’estate o nei prossimi anni; è davvero un’esperienza che può cambiare la vita. (Alessia Crispo, Napoli)

Ero davvero incuriosito di poter partecipare a una formazione biblica intensiva per laureati nell’ambito dei GBU internazionali,così ho colto la palla al balzo e sono partito per Berlino in un periodo in cui ero alla ricerca di risposte per il mio futuro, tenendo stretto il desiderio di rimanere legato al GBU anche da laureato e voler continuare a servire il Signore nell’ambito accademico o lavorativo.
Lì ho trovato davvero persone interessanti, provenienti da ogni parte del continente e oltre, con cui è stato bello confrontarsi sulle esperienze e sfide di testimonianza in ambiti culturali molto diversi. La formazione profonda su vari temi metteva in luce come la Bibbia ha permeato le nostre culture nei secoli e non si può escluderla dalle nostre società, perciò il confronto con persone non cristiane e l’affrontare argomenti come ambiente, politica, arte, ecc. (seminari a scelta nella formazione) devono far riferimento alle Scritture per testimoniare in modo efficace della fede in Gesù Cristo!
Un ambiente informale e amichevole, immerso nella natura continentale alla periferia della capitale tedesca, hanno aiutato ad acquisire meglio le tante nozioni imparate, per un riscontro pratico nelle nostre vite e non limitato alla teoria accademica piuttosto fredda.
(Michele Del Giudice, Bari)

E’ stato tutto al di là di ciò che immaginavo, ed anche una gioia aver ricevuto il sostegno di fratelli e sorelle permettendomi di affrontare questo mese intenso.  I corsi sulle tematiche sociali e di attualità (ho frequentato Politica ed Ambiente) sono stati molto utili per analizzare alcune problematiche e capire come approcciarsi ad esse con la Bibbia in mano essendo così più preparati a condividere il vangelo partendo da fatti quotidiani. Riguardo allo studio della Parola, due passi biblici in particolare sono saldi nella mia mente ancora a distanza di quasi due anni: Marco 8:34-38, Osea 6:6. Penso a come “rinunciare a se stessi, prendere la propria croce, e seguire Cristo” significhi in fondo ricercare e desiderare ciò che Dio stesso desidera, bontà e conoscenza di Lui. Prego che tutto ciò sia sempre vivo e vissuto nella vita di tutti i giorni essendo sempre più trasformati ad immagine di Cristo e portando altri a conoscerlo condividendo il Suo vangelo in modo sempre più fedele, rilevante e di impatto. (Andrea Becciolini, Firenze)