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Forse ti starai chiedendo cosa c’è di così speciale a Revive.
In fondo, cosa può offrirti oltre a un prezzo conveniente e a farti festeggiare Capodanno mentre conosci parecchia gente nuova? Questi erano interrogativi che io stesso mi ponevo prima di partire.

Cibo spirituale

Ricordo grandi tavoli con libri a prezzi ridotti, tanti seminari di buon livello, spazi dedicati per conoscere missioni, una lode ben organizzata, stanze dove volontari sono disposti ad ascoltarti e pregare per te, spazi per lodare e altro ancora, ma voglio spendere qualche parola su ciò che personalmente mi ha più colpito, e inizio a farlo parlando di come abbiamo studiato i primi capitoli del libro degli atti.

Una decisa chiamata all’azione

Con una profondità che mi è impossibile riassumere qui, tramite i vari speaker Dio ancora una volta ci ha ricordato cosa caratterizza i discepoli che agiscono, e soprattutto ci ha ricordato qual’ è il compito che ci è stato dato: agire nel contesto dove Dio ci ha messo, portare il messaggio che Dio ci ha affidato. Una decisa chiamata all’azione, ecco cosa posso raccontare di aver ricevuto dagli studi.

Testimoni del Dio vivente

E un grande incoraggiamento in questa direzione è arrivato anche dai momenti delle testimonianze. Sentire la storia di un ex missionario musulmano che ha subito un tentato omicidio per la sua conversione che, rimanendo convinto del fatto che presto o tardi torneranno a cercarlo, rimane aggrappato alla sua fede servendo fedelmente Dio, e sentire la storia di una donna coraggiosa la quale ha affrontato seri problemi legali perché il governo non ha tollerato le attività religiose, sono state per me un grande richiamo da parte di Dio a smettere di porre le nostre ansie e preoccupazioni di ciò che ci circonda davanti al servizio a cui siamo chiamati.

Per l’Europa… un desiderio comune

Infine, una cosa che porto ancora con me è una concezione della spiritualità in Europa cambiata.
L’ Italia era per me il peggior posto in Europa in termini spirituali, l’erba del vicino era sempre e comunque la più verde. Ma poi ho conosciuto altri coetanei europei, sentito storie mentre stringevo amicizie, e questa opportunità mi ha aperto gli occhi: dovunque viviamo, noi tutti affrontiamo sfide che spesso hanno qualcosa in comune, ed è così che ho realizzato che cosa c’è di speciale in Revive: un desiderio comune.

Per l’Europa… un sogno comune

Noi tutti eravamo lì riuniti perché Dio ci ha fatto realizzare che c’è qualcosa che non va, che l’Europa non è come potrebbe essere, e tutti insieme, con “una sola mente e una sola bocca” ci siamo incontrati per pregare insieme supplicando il nostro Padre celeste per un miracolo, per un risveglio, nel nostro continente e nelle nostre nazioni.

Per l’Europa… preghiamo uniti

E pregare per il miracolo, per il risveglio, è ciò che ci unirà nuovamente questo Capodanno a Karlshure, ed ecco che, se hai a cuore studiare gli eventi degli atti cercandone un’applicazione, e se hai a cuore il desiderio di una trasformazione delle circostanze che ci circondano, dovresti considerare di venire a supplicare Dio in preghiera insieme a noi.

Ci vediamo a Revive.

 

Alessandro Bartoli
(GBU Pisa)

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Decidere di rimanere ad ascoltare

Ricordo molto bene una delle prime plenarie che l’oratrice Connie Main Duarte ha condotto a Revive 2019. Mi ha colpito tanto. L’argomento di cui ha parlato non poteva lasciare indifferente nessuno tra il pubblico. Il passo che ha usato per esprimere il suo tema (Gioele 2:12-13) parlava degli idoli del cuore umano. Subito mi sono resa conto che era necessario rimanere seduta ad ascoltare con il cuore aperto. Non era Connie a chiederlo. Era lo Spirito Santo! Lei era solo lo strumento che Dio stava usando quella sera per arrivare direttamente ai 3000 giovani seduti accanto a me.
La domanda ora era: “Alice, sei disposta ad ascoltare e a fare qualcosa di difficile ma che ti cambierà la vita?”

Una scelta difficile

Ci sono delle cose che vorremmo tenere per noi. Cose con cui non è facile fare i conti ma, in quella sessione, Connie ha raccontato molto della sua storia personale. Lei ha avuto coraggio, non ha avuto paura di esporsi. Ci ha detto di quanto fosse stato facile per lei accettare Gesù come Salvatore in età molto giovane ma di quanto fosse stato difficile comprendere Gesù come il Signore della sua vita. È stata una battaglia contro se stessa. Solo dopo un lungo tempo Gesù ha vinto il suo cuore mentre scopriva che ciò era tutto quello di cui aveva bisogno per liberarsi dagli idoli che la avevano attratta per molto tempo.
Il più grande di questi idoli per lei era lo shopping.

“Houston, abbiamo un problema qui!”

L’idolatria è un problema antico. Ha da sempre caratterizzato la vita dell’uomo. Se solo pensiamo ai passi della Bibbia che raccontano di quanto sia stato facile per il popolo d’Israele essere devoti e pieni di idoli, ci rendiamo conto che quella è una questione attuale e che noi siamo degli orgogliosi arroganti se pensiamo che l’idolatria non ci riguardi. Gli idoli sono tutti intorno a noi. Cercano di tenerci stretti, sono costantemente davanti ai nostri occhi. Nel suo discorso Connie parla del centro commerciale come un tempio dove lei si recava di continuo. Parla della devozione costante, del senso di appagamento e soddisfazione totalizzante che la intrappolava e la costringeva a tornare a offrire il suo culto al dio dello shopping. E noi, siamo poi così diversi da Israele e da Connie? Il nostro tempio magari non sono i negozi ma forse è qualcos’altro che non vogliamo riconoscere come tale!

Riguarda me & te

Connie ci ha sfidato. Ci ha guidati a capire che Dio ci stava chiedendo di guardarci dentro, di smettere di mentire a noi stessi e di rinunciare al nostro idolo. Nello stesso tempo Gesù ci ha preso per mano e ci ha mostrato quanta bellezza c’è dentro di noi e nel mondo intorno a noi se solo riconosciamo i nostri idoli e decidiamo di disfarcene per sempre per seguire Cristo. Se non lo facciamo vivremo con l’illusione che la nostra vita sarà improvvisamente migliore. Non saremo più felici e tutto non sarà più bello. Così mentre gli idoli trattengono ancora il nostro sguardo, essi stringono con un laccio mortale anche il nostro cuore. Ma ciò è proprio il motivo per cui Gesù è venuto a morire.

Ascoltare lo Spirito di Dio è un atto di coraggio

Quando parliamo di rinunciare agli idoli, lo Spirito Santo può essere davvero persistente nel chiederci di farlo. Ma come ci rinuncio concretamente? Bè, voglio dirti che non sarà semplice ma, alla fine di questo percorso di liberazione, vivrai con un cuore totalmente grato e soddisfatto. È un atto di coraggio. Presentati davanti a Dio, chiediti quali sono le cose che stanno catturando maggiormente la tua gioia, la tua attenzione. Dichiara quali sono le cose che ti stanno portando lontano da Gesù. Denaro? Internet? Il successo? La laurea? Una relazione? Dagli un nome. Gli idoli sono solo cose. Le cose hanno potere su di noi solo in relazione al potere che noi diamo loro mettendole al centro della nostra vita. Ora prendi quell’idolo, mettilo ai piedi della croce e giragli le spalle. Lascialo lì per intraprendere una nuova vita insieme a Gesù. Non sei da solo.

Il risveglio è personale

Revive significa risveglio. Da tempo in Italia preghiamo perché questo accada. Tutti abbiamo pensato a un cambiamento e di volerne fare parte. Tutti vogliamo vedere Dio che opera un vero e duraturo risveglio spirituale potente. Gesù è venuto per risvegliarci. Gesù è venuto per liberarci dal laccio mortale degli idoli che soffocano lo Spirito. Gesù è venuto per darci respiro vitale e lo farà se noi, per primi, glielo permettiamo. Se comprendiamo che Gesù è sufficiente a cambiare il nostro cuore, smetteremo di vivere per il nostro idolo e cominceremo a vivere per Cristo, a vedere la bellezza di un risveglio autentico, opera di Dio sovrano che parte proprio da dentro noi. Cosa aspetti? Lascia i tuoi idoli per il solo, grande e unico vero Dio!

<em>Alice Trinari Staff in Formazione a Pisa</em>

 

Alice Trinari
(Staff in Formazione, GBU Pisa)

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Tempo di lettura: 2 minuti Una Comunione particolare L’esperienza a Revive mi ha lasciato un senso profondo di comunione. Eravamo migliaia di persone da tutta l’Europa, uniti per lo stesso scopo. C’è stata la possibilità di studiare la parola, lodare, pregare e sognare insieme con persone che non conoscevo da prima. Nonostante questo ci siamo subito capiti e connessi. Tutto […]

Tempo di lettura: 2 minuti

A Revive le plenarie sono tenute in inglese, ma non ti preoccupare! C’è la possibilità di ascoltare la traduzione simultanea. Se vorresti aiutare con la traduzione o se sei curioso di sapere chi ti sussurra nelle orecchie, ti racconto semplicemente cosa serve e cosa succede nelle cabine di traduzione.

Una buona conoscenza di entrambe le lingue

Io, per esempio sono madrelingua inglese, ma proprio per questo non sono l’interprete ideale! Servono persone che parlano italiano come prima lingua e che se la cavano molto bene con l’inglese – anche in accenti diversi! Se questo sei tu, facci un pensierino!

La Bibbia in italiano

È difficile tradurre al volo brani citati dal palco, ci si può aiutare con il testo. Può sembrare scontato, ma spesso andando ai convegni all’estero si preferisce il powerbank alla Bibbia per poter chiudere la valigia! È vero che le app che abbiamo a disposizione sono fantastiche, ma è sempre meglio avere la Bibbia cartacea per evitare inconvenienti o problemi tecnici.

Gli appunti

Ai traduttori solitamente arriva una scaletta della plenaria e alcuni appunti da parte degli oratori e MC in anticipo, quindi sì, ci sono spoiler! Ma così chi farà la traduzione si può preparare, magari cercando alcuni termini chiave nel dizionario o segnandosi alcuni falsi amici; senza appunti anche ai migliori può capitare di tradurre “pretend” con “pretendere”, creando un po’ di confusione.

Must have

Cioccolatini. E una tazza piena di caffè o tè. Tradurre richiede energie e zuccheri! Ma pensa anche ai pocket coffee da regalare alle altre cabine, è un ottimo modo di fare amicizia con gli altri interpreti.
Un amico. Di solito nella cabina di traduzione si sta in due. È un lavoro intenso, ma farlo in compagnia e dividere i pezzi aiuta tanto. Può anche diventare molto divertente! A Revive 2019 io e il mio compagno di traduzione ci siamo divertiti un sacco a “doppiare” una scenetta con due ruoli.

In tutto ciò ci vuole tanta voglia di rendere Revive l’esperienza più bella possibile per gli altri. Per chi ha la possibilità, è una vera gioia aiutare i partecipanti a seguire gli interventi e a trarne beneficio.

 

   Aoife Beville laureata GBU

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Da Scarperia al Centro d’Europa

Salve a tutti, sono Lorenzo Federico Primo Berti, abito a Scarperia un paese vicino Firenze e studio all’UniFI. Tramite questo Articolo desidero condividere con voi le impressioni che ho avuto la gioia di vivere a Revive Europe 2019-2020.

Sentii parlare di questo evento da parte di alcuni amici cristiani a Firenze. Subito dopo qualche commento e descrizione mi entusiasmai talmente tanto che non attesi un minuto in più per iscrivermi al raduno studentesco.
Ero certo molto emozionato, ed un po’ impaurito dalla immane fiumana di giovani sconosciuti quando raggiunsi, tramite l’aereo e poi un passaggio in macchina, l’immenso Ex-Hangar (Messe) adibito a fiere e convegni di Karlsruhe in Germania. Ma lo spaesamento non si protrasse per molto, infatti nella hall fui subito accolto da molti amici e fratelli Italiani.

Una miniera d’oro…

È inutile dire che il Convegno è stato una miniera d’oro in quanto ad emozioni, incontri, nuove amicizie e scoperte.
Vi devo confessare che la prima sera, avvicinandomi al palco per l’inizio dell’evento, ho avuto, come molti altri mi hanno confermato, l’indimenticabile sensazione di essere presente nella Sala del Trono di Dio e assieme a tutti i miei fratelli, alla presenza dell’Agnello nella sua Gloria, Unico!

Il mio spirito e la mia anima sono rimaste tremendamente e profondamente colpite nel momento in cui, durante la lode, ho avuto il coraggio di girarmi e vedere quel “mare” di 3000 giovani Europei che lodavano il Salvatore in Spirito e Verità senza doversi vergognare, impiegando letteralmente tutta la loro voce.

Un tesoro trovato…

Questo è un tesoro che mi sono preziosamente portato a casa: essere cosciente della grande quantità di giovani testimoni, sparsi in tutto il continente Europeo che insieme a me, ogni singolo giorno sperano in un risveglio spirituale e che, impiegandosi per esso, con audacia (Boldness) proclamano il Vangelo della libertà.
Come ho accennato Revive è stato, e lo sarà di nuovo, un incredibile luogo di incontro e dialogo per molti giovani cristiani Europei… e non solo! Grazie alla conferenza ora conosco e sono in contatto con fratelli che abitano in Germania, in Svizzera, in Danimarca, sulle fredde Isole Faroe e persino in altri continenti!

È anche per voi!

Non posso che consigliarvi questa esperienza unica ed indimenticabile!
Se siete cristiani la considererete ”manna dal cielo”, se invece volete esplorare il Cristianesimo è un’ottima rampa di lancio, fidatevi di me!

In conclusione sono due i bagagli che mi hanno accompagnato lasciando Revive Europe:

  • Non sono l’unico, in quest’Europa secolare, a VIVERE e TESTIMONIARE per Cristo.
  • È lo SPIRITO che VIVE in noi e NON la nostra audacia, la fonte e la speranza della vittoria sulle tenebre.


Lorenzo Berti

 

Lorenzo è studente di storia e fa parte del GBU di Firenze.

 

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Dal 27 dicembre al 1 gennaio si è svolta in Germania la conferenza europea REVIVE a cui hanno partecipato circa 3000 persone, inclusi un centinaio dall’Italia.

Condividiamo con voi una selezione di alcune testimonianze. Continua a leggere

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Ricorderò l’esperienza in Sudafrica come una delle benedizioni più grandi e inaspettate che il Signore abbia voluto donarmi. Un anno fa non avrei mai potuto immaginare che potessi partecipare a un convegno come un’Assemblea Mondiale di IFES. Ancor meno avrei potuto immaginare che per dieci giorni sarei stata l’unica studentessa italiana in mezzo a persone provenienti da centinaia di altre nazionalità. Già dal momento in cui mi era stato proposto questo incredibile viaggio sapevo che Dio aveva in mente qualcosa di speciale per me. A distanza di più di un mese dal mio ritorno in Italia posso dire che il nostro buon Padre non smette mai di sorprenderci, e lo fa in modi davvero straordinari.

È innegabile che fin dall’inizio avevo dei dubbi. Sarebbe stato “solo” il mio secondo viaggio in aereo e sarebbe durato più di venti ore. Ma non è una responsabilità troppo grande? Per diversi giorni sono stata sommersa da domande, ma poi ho capito. Grazie all’aiuto del Signore ho preso consapevolezza di quali fossero le priorità nella mia vita, e al primo posto c’è sicuramente Lui. Quindi ho accettato e mi sono preparata a questa esperienza. Ho davvero visto la mano del Signore in ogni cosa facessi, dal primo istante fino all’ultimo.

Gioia, Johan e Chris, rappresentanti del GBU italiano

Già all’arrivo in aeroporto ho visto subito come tra i volontari di IFES e gli altri studenti appena arrivati aleggiasse qualcosa. Con i giorni ho capito che quel qualcosa era comune a tutte le 1200 persone che erano lì: l’amore e la passione per Cristo. I primi tre giorni erano dedicati allo Student gathering o, come piaceva chiamarlo a noi, al Family gathering. Tra le 300 persone presenti c’erano solo studenti. Sono stati tra i giorni più belli trascorsi lì. Ho potuto conoscere la maggior parte delle persone presenti e iniziare ad annotare i loro nomi e le loro nazionalità. Ho potuto fare domande e ascoltare storie. Ogni giorno chiedevo a Dio di poter ascoltare la storia di almeno una persona.

Siamo abbastanza giovani per sognare e per provarci. Siamo uniti cuore a cuore, spirito a spirito.
Sono queste le prime parole che ho annotato sul mio diario di viaggio, parole dette da una ex studentessa oggi impegnata a livello globale con IFES. È stata lei a mostrarci che IFES è la famiglia che non abbiamo mai saputo di avere. Circondata da così tante persone estranee non mi sono mai sentita così a casa.

Ho imparato che il nostro momento è ora, che la vita di noi studenti del GBU è di essere pazzi per il Vangelo e che Dio ci sta usando per trasformare l’università per la sua gloria.

Nonostante le differenze culturali, ho rivisto negli occhi di moltissime persone lo stesso entusiasmo che ha ogni studente italiano nel proprio gruppo GBU. Ho imparato che tutto questo non riguarda solo conoscere la Parola di Dio, ma comprende anche l’essere plasmati da essa. Ho imparato che le debolezze possono trasformarsi in forze per imparare l’umiltà e per imparare a dipendere completamente dal Signore. Ho capito che a volte non troviamo porte aperte, ma solo finestre aperte; quello che bisogna fare è saltarci dentro.

La World Assembly è stata per me un viaggio personale, ma l’ho vissuta anche come un viaggio in famiglia. Spesso viaggiamo con così tante cose nelle nostre borse che non vediamo cosa abbiamo con noi. Dio ci invita a guardare a tutte le cose che possediamo e a lasciarci guidare da Lui. Come i discepoli sulla via per Emmaus, anche noi possiamo essere reindirizzati da Cristo nel nostro cammino e diventare messaggeri di speranza.

Ho sentito molte persone raccontare cose meravigliose che Dio sta compiendo nei loro contesti. Se si ha piena fiducia nel piano di Dio si può anche avere piena consapevolezza che la nostra storia è solo parte della Sua storia. Noi, con le nostre vite, siamo solo un tassello del puzzle della storia di Dio.

Il Dio che ho visto in Sudafrica è il Dio delle nazioni. Non siamo soli in questo ministero che a volte sembra troppo grande; ora lo so, l’ho visto. Invito chiunque ad andare alla World Assembly, a vivere una delle esperienze più simili al paradiso che io abbia mai vissuto.

I momenti che mi rimarranno impressi nella mente e nel cuore saranno vedere la felicità e ascoltare le storie piene di sfide dei nuovi gruppi associati a IFES, le risate con i ragazzi sudamericani, i sorrisi dei popoli asiatici, la gioia dei popoli del medio oriente, l’emozione di lodare Dio in tante lingue e in tanti modi diversi, le lacrime e le preghiere condivise con persone speciali, ma soprattutto il falso accento italiano di chi sapeva dire soltanto pizza, pasta, mafia e Berlusconi!

Oggi IFES viene sorpresa di continuo da Dio. Lui è all’opera. Basta guardare a Lui per accorgersene.

Gioia Frasca
(GBU Roma La Sapienza)

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Sara e Filip, due studenti alla fine dei loro studi di specialistica, si stanno preparando per un grande cambiamento. Dopo la laurea, fra pochi mesi, si trasferiranno dalla Danimarca in Groenlandia per avviare un ministero studentesco pionieristico. Hanno visitato il Paese la prima volta un paio di anni fa, durante un breve viaggio con KFS, il movimento IFES in Danimarca. Si sono chiesti se Dio li stava chiamando ad andare proprio lì.

“Sentivo il cuore che mi martellava per la Groenlandia e per le persone di quel posto”, dice Sara.

Sostenuti da KFS Danimarca, Sara e Filip ora si stanno per trasferire a Nuuk, la capitale, che tra l’altro ospita l’unica università in tutta la nazione. Gli studenti proveniente dalle altre città devono viaggiare in barca o aereo per arrivare all’università. Vedono le proprie famiglie soltanto una o due volte l’anno. La nostalgia di casa è uno dei problemi sociali più grandi per i giovani. Inoltre, gli studenti devono studiare in danese, che è la loro seconda lingua, quindi l’università può essere un periodo della vita ricco di sfide.

Il clima spirituale è anch’esso una sfida. Le credenze tradizionali sono incentrate sugli spiriti maligni e quelli dei morti. Oggi il 98% degli abitanti della Groenlandia dice di essere credente, ma il 50% dice di continuare a praticare anche la religione tradizionale. Poche persone conoscono quello che dice la Bibbia o sanno come avere una relazione con Dio. Al momento IFES non ha nessun ministero studentesco o giovanile in questa nazione.

Uniamoci in preghiera per un nuovo ministero studentesco in Groenlandia:

  • Ringrazia il Signore per come ha guidato Sara e Filip. Prega che li aiuti a prepararsi praticamente e spiritualmente per i cambiamenti che li aspettano.
  • Prega per buoni rapporti con le chiese locali a Nuuk e prega che i credenti del posto siano desiderosi di sostenere questo nuovo ministero.
  • Prega che Dio prepari i cuori degli studenti che Sara e Filip incontreranno. Prega che gli studenti in Groenlandia possano giungere a conoscere il Dio onnipotente della Bibbia come loro Padre.

(articolo apparso sulla newsletter IFES Prayerline)

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Studenti del GBU Italia spronati dalla conferenza sull’evangelizzazione di IFES

Priscilla era una tra 1700 studenti. Lei e i suoi amici del GBU Italia si sono uniti ad altri studenti da 47 paesi. Questa era la conferenza studentesca europea sull’evangelizzazione, Presence, a Pasqua 2017. Dopo quasi due anni le abbiamo chiesto di riflettere sull’impatto a lungo termine della sua partecipazione a Presence. Ha condiviso le sue riflessioni:

La storia di Priscilla

“Mi aspettavo un’esperienza meravigliosa. Ma non qualcosa che avrebbe ispirato così tanto sia me sia il mio gruppo GBU di Milano.
È stato meraviglioso sperimentare un’unione con altri studenti mentre pregavamo insieme in lingue diverse. Ed è stato bellissimo vedere quando è grande IFES, renderci conto che siamo coinvolti con un progetto internazionale enorme.

Presence

Un momento particolare per me è stato ascoltare la testimonianza di un uomo l’ultima sera. Era cresciuto in una famiglia musulmana in Medio Oriente. Per il suo percorso di studi ha trascorso alcuni mesi in Francia come studente internazionale. Lì ha incontrato alcuni studenti cristiani e ha cominciato a leggere la Bibbia con loro. Solo tre settimane prima di lasciare la Francia, ha dato la sua vita a Cristo.

Quest’uomo adesso lavora con gli studenti IFES in Medio Oriente.

Dopo aver ascoltato la sua storia, ho sentito la convinzione di dover approfittare di più delle opportunità per raggiungere gli studenti internazionali. Siamo abituati a pregare per missionari in tutto il mondo, ma che cosa facciamo per le centinaia di persone internazionali intorno a noi? Hanno bisogno di conoscere Gesù! E possono essere una testimonianza potente nelle proprie comunità quando tornano a casa. Il tempo speso nel nostro paese, seppur breve, potrebbe essere sufficiente.

GBU Milano

Un cuore nuovo

I miei amici e io siamo tornati da Presence spiritualmente carichi, pieni di idee e con un nuovo cuore per gli studenti internazionali. Da allora abbiamo cominciato a fare studi biblici in inglese oltre che in italiano. Nella mia università ci sono tanti studenti internazionali da Cina, India, Pakistan, Sud America e altri paesi europei. Hanno tutti background religiosi diversi e, in generale, abbiamo scoperto che non conosco un granché del cristianesimo, ma sono più aperti a parlare di questioni spirituali dei nostri amici italiani. A volte le loro domande mi sorprendono; sono curiosi, parlare della nostra anima o del nostro peccato non è qualcosa di strano per loro.

Prima di Presence ero interessata agli studenti internazionali, ma ero spaventata per via della barriera linguistica e non ero sicura dell’approccio da usare. Dopo Presence abbiamo deciso di non preoccuparci di queste cose. Il nostro inglese non è perfetto e i nostri studi biblici non sono sempre i migliori, ma la cosa importante è far sentire gli studenti internazionali accolti e amati.

GBU Milano

Abbiamo cominciato a organizzare un evento evangelistico ogni mese – solitamente feste a tema come gli anni ‘50, pizza, serata film, il sud Italia… stiamo imparando ad avere sempre qualcuno che possa tradurre tutto in inglese e cerchiamo di pensare a come gestire il cibo, i giochi, la musica e una presentazione del vangelo nel modo più efficace possibile. A volte siamo arrivati a essere addirittura 60 persone! Siamo andati in giro per la facoltà a incontrare gli studenti. Ora ci stiamo occupando di creare una piccola guida su come sopravvivere all’università qui, che include anche alcune informazioni sul GBU.

Un’avventura che vale la pena vivere

Incoraggerei i gruppi IFES che ancora non hanno intrapreso l’impegno verso gli studenti internazionali a lanciarsi in questa sfida perché ne vale davvero la pena. È una grande opportunità per scoprire altre culture e testare la propria fede. Pregate per le vostre università e lasciatevi sorprendere!

GBU Milano

E agli studenti IFES che stanno pensando di andare alla prossima conferenza europea per l’evangelizzazione, Revive, vorrei dire: ANDATE! Quando siamo tornati a casa ci siamo resi conto di quanto Presence ci avesse unito come gruppo. Ci ha resi una vera squadra con lo stesso obiettivo e la stessa visione, lo stesso amore per gli studenti. Presence è stata un’avventura e ci ha regalato storie che raccontiamo ancora oggi.”

Presentando REVIVE

L’impatto di Presence si è sentito per tutta la regione dell’Europa: gli studenti si sono innamorati più profondamente di Gesù e hanno colto la visione di condividerlo in facoltà. Molte settimane di missione hanno avuto luogo in nuove città, come risultato di Presence. Ma IFES Europa desidera ancora di più. Desidera vedere un risveglio, nei suoi studenti credenti, nelle sue università, nelle sue nazioni. Revive, la prossima conferenza europea sull’evangelizzazione, si svolgerà in Germania dal 27 dicembre 2019 al 1 gennaio 2020.

 

(articolo apparso su ifesconexion.org)

 

Sono ancora disponibili biglietti scontati per Revive per chi si iscrive allaFesta GBU! CLICCA QUI