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Di Aoife Beville, ricercatrice universitaria ed ex studentessa GBU

Ahoj!

Ahoj! – così dicono “ciao” in Slovacchia, dove sono stata ad inizio ottobre. Io sono Aoife (si legge Ifa), ho fatto tappe in diversi gruppi GBU: Cork (Irlanda), di dove sono originaria e dove sono stata co-coordinatrice del Christian Union (GBU) durante la triennale; Bologna, dove ho fatto due anni di InterAction, un programma di volontariato internazionale IFES dove affiancavo gli studenti del gruppo locale; Napoli, dove sono stata co-coordinatrice del gruppo durante la magistrale. Ora sono di nuovo a Napoli e sempre all’università, però dall’altro lato della cattedra! Faccio ricerca e insegno nell’ambito della linguistica inglese. Forse ti stai chiedendo ‘cosa c’entra la Slovacchia?’ Ottima domanda!

Buona notizia per l’università

L’anno scorso ad una conferenza IFES ho conosciuto Sara, staff VBH (GBU) in Slovacchia. Abbiamo cominciato a parlare dell’utilità di avere accademici cristiani coinvolti nel lavoro dei movimenti nazionali. Io credo che il vangelo sia la buona notizia per l’università e vorrei poter sostenere e servire gli studenti del GBU mentre svolgo il mio lavoro. Ho raccontato a Sara una mia ricerca sull’ironia come strategia persuasiva ne Le Lettere di Berlicche di C.S. Lewis. È uno studio linguistico e letterario che, per la natura del testo, tocca varie tematiche interessanti (apologetica, ateismo, etc.). Sara mi ha invitato a venire in Slovacchia a tenere delle lezioni all’università sull’argomento di questa ricerca.

“Il problema dell’argomentazione”

Aoife e Sara a pranzo a Prešov
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Di Valentina Ferraris, Staff in Formazione 

Siamo in Palestina, all’incirca nell’anno 30 d.C., il venerdì prima della celebrazione della Pasqua. Nella città di Gerusalemme, Gesù, un semplice ebreo di Nazaret, che dichiara di essere il Salvatore tanto atteso dal popolo ebraico, viene condannato a morte e crocifisso. Improvvisamente a mezzogiorno scendono le tenebre su tutto il paese e si avverte un forte terremoto, che squarcia la cortina del tempio. Dopo ore di agonia Gesù è morto. Il suo corpo viene sepolto nella tomba di famiglia di Giuseppe di Arimatea, un uomo giusto che attendeva il Regno di Dio, e che decide di onorare Gesù con una decorosa sepoltura. La vita di un grande uomo, che ha sempre pensato ai più deboli ed è venuto sulla terra per far conoscere Dio Padre, è stata spezzata. Tutte le speranze che i suoi seguaci hanno riposto in Lui sono in un attimo svanite: chi li salverà ora che il Messia è morto? 

Sconforto e nuove certezze

Due giorni dopo, in questo clima di stupore, confusione e rassegnazione, due dei discepoli di Gesù si recano in cammino a Emmaus, una cittadina nei pressi di Gerusalemme. Il Vangelo di Luca (Luca 24: 13-32) ci racconta che i due stanno discutendo, quando a un certo punto si avvicina loro uno sconosciuto, che li accompagna nel tragitto. Vuole sapere di che cosa stiano parlando i due uomini, i quali gli rispondono con queste parole:

«Tu solo, tra i forestieri, stando in Gerusalemme, non hai saputo le cose che vi sono accadute in questi giorni? (…) Il fatto di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e in parole davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e i nostri magistrati lo hanno fatto condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui che avrebbe liberato Israele; invece, con tutto ciò, ecco il terzo giorno da quando sono accadute queste cose»

Luca 24: 18-21
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Di Hannah Donato, Responsabile Formazione e Cura Coordinatori Studenti

Efesini 4:11-16 

È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo, 13 fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo; 14 affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore; 15 ma, seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. 16 Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l’aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare se stesso nell’amore.

Crescere

Che cosa significa crescere e diventare maturi? Sia spiritualmente che fisicamente, ci sono molti aspetti del significato di crescita e maturità. Come cristiani dobbiamo crescere fino a raggiungere “l’altezza della statura perfetta di Cristo”, wow! Come parte del Suo corpo, ogni membro deve cercare di lavorare e contribuire a questa visione di vedere tutti diventare pienamente maturi in Gesù, usando i doni che Dio ci ha dato all’interno della Chiesa per edificare gli altri.

Qualcosa di simile succede anche in famiglia. Io e Giovanni abbiamo 3 figli e la nostra primogenita Isabella ha quasi 11 anni, e ha appena iniziato la scuola media. È in un momento della sua vita in cui ha iniziato a fare molte cose “da sola”. Ha iniziato a prendere l’autobus da sola, a volte deve preparare il pranzo e fare anche i compiti da sola. Come genitori, io e Giovanni cerchiamo di incoraggiarla a prendere l’iniziativa, a pensare in anticipo e a fare le cose senza dipendere solo da noi.

Nella mia vita lavorativa con il GBU vedo molti parallelismi tra l’essere genitore e l’essere uno staff GBU: in entrambi i casi desideriamo che le persone crescano e diventino un po’ indipendenti. È un po’ come essere una madre, una zia o una sorella maggiore; il rapporto che si instaura tra lo staff e i coordinatori è, infatti, molto stretto, ricco di momenti di insegnamento, sostegno, preghiere, chiacchierate, formazione, caffè e molto altro. All’università e attraverso i gruppi GBU spesso gli studenti cristiani fanno le prime esperienze nell’evangelizzazione, nella conduzione di studi biblici, nel rispondere alle domande delle persone, nel servire; è un grande momento e un’opportunità di crescita e maturità e, in quanto staff, affiancarli è un privilegio. 

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“Insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole!” (2 Tim 4:2) 

Con queste parole, Paolo esorta Timoteo a predicare la Parola in ogni momento, che sia buono o cattivo. E se ci pensiamo bene, il momento in cui Timoteo lesse queste parole non era dei migliori: Paolo era in prigione, abbandonato da molti e vicino alla morte (4:6-10). Inoltre, erano tempi difficili, come scriveva Paolo (3:1): all’epoca, come oggi, molti erano amanti del piacere anziché di Dio (3:5-6). Eppure qual è l’esortazione?

Predica la Parola, proclama il vangelo, condividi Gesù in ogni occasione, a prescindere dalle circostanze!

Mi chiedo quanto spesso, pensando che non sia il momento migliore, ci tiriamo indietro dal condividere Gesù. “Ah, adesso non è il caso, mi sento uno straccio, come faccio a condividere Gesù?”. “Ma dai, certamente adesso non è il momento perché ancora non lo conosco molto bene, prima devo instaurare una vera amicizia”. Chiaro, vogliamo avere discernimento, sensibilità e guida dello Spirito Santo nel condividere il vangelo, ma, almeno nella mia esperienza personale, troppe volte mi sono trattenuto dal condividere Gesù perché pensavo che il momento non fosse favorevole.

Prova a pensare per un attimo al momento più favorevole che possa esserci: magari sei in pari con lo studio, fisicamente ti senti in forma, i tuoi compagni di corso sono molto aperti a parlare di Gesù e ti fanno domande riguardo alla tua fede. Beh, come non condividere Gesù in questa occasione favorevole? Adesso però pensa al momento più sfavorevole che possa esserci: l’esame non è andato un granché, quel fastidio allo stomaco si fa sentire e i tuoi compagni di corso sembrano apatici a tutto ciò che riguarda la spiritualità. Condividi Gesù anche in questa occasione sfavorevole!

Ma dove possiamo trovare la forza, lo slancio e l’impulso per farlo?

Paolo inizia la sua lettera proprio parlando di questo. Ricorda a Timoteo all’epoca e ad ognuno di noi oggi, che colui che ci ha rivolto questa chiamata è lo stesso che ci ha salvati dalla condanna eterna a causa del nostro peccato.

Infatti, non ci ha salvati a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall’eternità, e che è stata manifestata con l’apparizione del Salvatore nostro Cristo Gesù, il quale ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita. (1:9-10)

Sulla base di questo, insistiamo nel condividere Gesù, che la situazione sia favorevole o sfavorevole.

Andrea Becciolini

(Staff GBU Firenze)

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Tra poco leggerai le ultime notizie degli studenti dei GBU di tutta Italia. Probabilmente troverai motivi di lode già letti in altri notiziari, richieste di preghiera per cui hai pregato in passato per qualche gruppo, notizie di eventi da parte di un gruppo entusiasta che, però, per te, non sono proprio una novità. Spesso infatti si tratta di attività che sono già state fatte in altre città, da altri gruppi. Attività e richieste di preghiera che tu stesso hai fatto, se sei un ex gbuino, o che conosci perché proprio nell’ultimo notiziario che hai letto, un altro gruppo GBU aveva fatto o chiesto qualcosa di simile in qualche altra città.

Ma allora perché dovresti leggere questo notiziario? Che c’è di nuovo?

Se vai di fretta non leggerlo. Potresti non trovare niente di nuovo.
Ma se dedicherai qualche minuto di concentrazione alla lettura, se presterai attenzione, potrai riuscire a cogliere lo spirito con il quale gli studenti hanno scritto queste poche righe. Potrai trovare espressioni come “super carichi”, “finalmente”, “ripartiti” che con forza esprimono tutta la gioia degli studenti di tornare a incontrarsi dal vivo, a relazionarsi con altri studenti, a organizzare eventi creativi, studi biblici, incontri di preghiera. In sintesi a Condividere Gesù da studente a studente, come si è sempre fatto, anche durante la pandemia, ma con un nuovo entusiasmo.

E quest’entusiasmo ti travolgerà!

Allora capirai che sul GBU soffia ancora quell’entusiasmo sempre nuovo, tipico delle giovani, nuove generazioni di credenti, che si rinnova di anno in anno, ma in particolare in questo anno di ripartenza post covid (si spera).
Capirai che siamo sul pezzo, che siamo carichi, e ti sentirai coinvolto, desideroso di fare qualcosa, di pregare. Lo Spirito Santo ti guiderà, ti parlerà, e con la tua preghiera e il tuo sostegno potrai continuare (o cominciare) a essere parte di questa missione, la missione del GBU, quella di far conoscere il Signore Gesù nelle Università.

Domenico Campo
(Staff GBU Sicilia)

Tempo di lettura: 2 minutiMarzo è arrivato e per molti di noi sembra di vivere in un film già visto e rivisto, una specie di loop temporale dal quale non si riesce a uscire. Un anno fa tanti nel nostro paese erano impauriti, scettici, terrorizzati, senza speranza. Ma non avremmo mai detto che dopo un anno, tanti di questi sentimenti sarebbero ancora nei nostri cuori e nelle nostre menti. Il fatto è che, nonostante il tempo sia passato, per molti la situazione sembra non essere cambiata.
Gli studenti sono ancora in didattica a distanza e ormai di atenei se ne vedono solo quelli online, con qualche eccezione qua e là. Il brivido di varcare la porta dell’aula universitaria per la prima volta per molti è saltato, ancora per un altro semestre. Per altri invece, l’esperienza della discussione di laurea in remoto diventerà un ricordo dal sapore agrodolce, da raccontare in futuro.

Anche la vita quotidiana dei Gruppi Biblici Universitari è ormai cambiata. Incontri di studio biblico online, mille messaggi nelle chat, promozione sui social ed eventi online sono diventati all’ordine del giorno. Ma non lasciamoci ingannare. L’essenza rimane. Quel desiderio di condividere Gesù con i propri amici, l’impegno nella testimonianza del vangelo e la fratellanza che spinge alla crescita della propria fede e della fede degli altri è lì, per chiunque lo voglia vedere.

In tempi come questi, dove le sfide alla nostra fede si accumulano, ci stringiamo alla Parola e alla speranza che possiamo trovare solo in Gesù. È Lui che ci ha garantito che sarebbe rimasto insieme a noi fino alla fine, con o senza pandemia. Il mio invito per voi è quello di andare a leggere le notizie dei diversi gruppi. Vedrete che più che lamentele o ‘toni sconfitti’ ci sono tanti motivi di gioia e di speranza. Ci sono notizie di gruppi grandi e consolidati ma anche il racconto delle sfide di piccoli gruppi nati da poco, che raccontano con entusiasmo ogni piccola vittoria. Ci sono tanti motivi di lode. E ci sono richieste di preghiera, perché gli studenti ormai hanno capito che nella loro vita di fede non potranno andare molto oltre senza la preghiera e l’intercessione dei loro fratelli e sorelle.

Cos’è cambiato allora dall’ultimo notiziario? Se guardiamo alle circostanze, non molto. Ma se guardiamo a Colui che opera ogni opera buona in noi, che agisce quando nessuno lo può fare e che cambia la vita di studenti ogni giorno, allora c’è tanto da vedere. Vi invito allora a leggere le notizie, a lodare il Signore per la sua opera e a pregare per i gruppi, con la certezza che Gesù non si è fermato nel tempo, ma è all’opera e rende nuova ogni cosa.

 

Carol Rocha
(staff GBU)

Leggi le ultime notizie dai gruppi

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Mi piace l’autunno!

Mi piace perché, passata l’estate, è il periodo in cui si riparte a pieno ritmo con il lavoro. E lavorare con gli studenti universitari del GBU è bello!

Mi piace perché finalmente non c’è più quel caldo asfissiante, ma in Sicilia le giornate sono ancora belle, e si può godere di un piacevole sole.

Mi piace perché mi piacciono i suoi colori. Le foglie da verdi e rigogliose, si preparano a lasciare gli alberi facendosi gialle, arancioni, rosse…

Gialle… Arancioni… Rosse…

Pensandoci bene, quest’anno questi colori mi piacciono meno, molto meno. In questo autunno particolare, infatti, non sono solo le foglie ad essersi tinte dei colori dell’autunno.

Ma se è vero che per le foglie è la naturale colorazione che le prepara a seccarsi e a morire al suolo, speriamo che per le regioni d’Italia il processo sia inverso, e che tornino presto a essere verdi e rigogliose, come eravamo abituati a vederle nelle cartine geografiche o nei programmi meteo in TV.

Nel frattempo, i vari gruppi GBU hanno ripreso le loro attività in tutta Italia.

Gli studenti stanno vivendo sfide simili in tutte le regioni, e se è vero che alcuni gruppi riescono ancora a incontrarsi in presenza (alcuni gruppi nelle regioni gialle), per altri gli incontri si sono spostati tutti online (quasi tutti i gruppi delle regioni arancioni e rosse).

La difficoltà di relazionarsi con amici e colleghi certamente non facilita il lavoro del GBU, e certamente influisce negativamente sullo stato d’animo degli studenti. In tanti, inoltre, sono un po’ preoccupati perché al momento c’è molta incertezza sul loro percorso universitario. Alcuni vivono sfide ancora più gravi, come il rischio di non poter tornare a casa dalla famiglia, o ancora peggio, dover affrontare il fatto di avere una persona cara colpita dal covid.

Questo è l’autunno degli studenti GBU.

È un autunno dove sembra prevalere il grigio, oltre che il giallo, l’arancione e il rosso…

Eppure, basta leggere queste notizie dai vari gruppi GBU per scoprire che c’è molto di più dell’incertezza e della paura nei cuori di questi ragazzi. Ci sono creatività, fede, amore e passione per il vangelo!

Ti chiedo quindi di leggere con attenzione questo notiziario e di sostenere in preghiera gli studenti del GBU.

Leggerai di studenti che lottano, pregano e usano tutto il loro potenziale per “Condividere Gesù da studente a studente”, certi che la buona notizia della nascita, della morte e della resurrezione di Cristo sia potente da cambiare le vite dei loro amici e colleghi. Anche a distanza. Anche mentre si sentono incerti e spaesati. Anche se sono da soli dietro allo schermo di un pc o di uno smartphone.

Perché Gesù è la vera luce!

Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.
(Giovanni 8:12)

E la luce, si dice, è l’insieme di tutti i colori: Il giallo, l’arancione, il rosso…

Domenico Campo
(staff GBU)

Leggi le ultime notizie dai gruppi di tutta Italia

Tempo di lettura: 2 minutiI gruppi di Milano, Firenze e Torino hanno sperimentato la distribuzione di una guida “di sopravvivenza” per gli studenti delle loro città, progettandola a partire dalla loro esperienza di universitari. Quali possono essere dei suggerimenti per chi volesse riproporre questa idea nella propria facoltà? Continua a leggere

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Dall’11 al 16 Marzo scorso, un gruppo di studenti del GBU Italia è stato in Grecia, nella città di Salonicco (quella che ai tempi dell’apostolo Paolo veniva chiamata Tessalonica) per un’esperienza di missione. Questo viaggio è parte di un progetto più ampio che prevede un viaggio all’anno. Negli ultimi anni il GBU Italia è già stato a Malta, in Albania, in Montenegro e in Lettonia. Poter viaggiare, visitare posti diversi, conoscere altri studenti e poter dare loro una mano a mettere in piedi una settimana di eventi è sicuramente un’esperienza formativa. Qui di seguito potrai leggere le riflessioni di Cristina Nashed, una studentessa del GBU di Palermo.

Sono felice di essere stata parte della squadra che è partita per la Grecia lo scorso marzo. Consiglio a tutti un viaggio di questo tipo, perché questo genere di esperienze segnano la tua vita e ti fanno crescere. Nel bene e nel male. La Grecia è un paese occidentale e relativamente benestante, e l’appartamento in cui la nostra squadra ha alloggiato era fornito di tutti i confort, ma nel suo insieme l’esperienza mi ha comunque insegnato molto. Ho imparato a essere flessibile e ad adattarmi, ho vissuto 24 ore su 24 insieme a ragazzi che fino al giorno prima non conoscevo, mi sono stati messi dei volantini in mano e mi è stato chiesto di provare a chiacchierare con degli estranei, mi sono dovuta improvvisare aiuto cuoco e ho dovuto prendere delle decisioni che avrebbero condizionato l’intera squadra. Durante un’esperienza del genere non sei più tu al centro, ma gli altri. Continua a leggere

Tempo di lettura: 2 minutiOgni anno, in Slovenia, lo ZVEŠ (il GBU sloveno) organizza un festival in memoria di Primož Trubar, figura culturale molto importante nel paese perché dopo la sua conversione alla fede evangelica, proprio negli anni della Riforma, scrisse i primi libri in lingua slovena. E quest’anno il GBU (lo ZVES italiano) ha mandato in Slovenia una piccola “delegazione” di studenti, tutti provenienti dai gruppi del Veneto. Già in questo c’è motivo di lode a Dio, perché qualche anno fa non esisteva un solo gruppo GBU in tutta la regione, mentre oggi se ne contano ben tre!

Uno dei motivi principali del viaggio quindi era aiutare gli studenti sloveni nelle attività evangelistiche; durante il giorno avevamo conversazioni con gli studenti, cercavamo di fare nuovi contatti, e soprattutto invitavamo le persone agli eventi serali, durante i quali un artista commentava un dipinto dell’età della Riforma con interessanti risvolti spirituali. Non solo, essere lì è stato anche un modo per incoraggiare i pochi studenti che lavorano per il vangelo in Slovenia: a Lubiana c’è solo una staff e una studentessa, e fra tutte le università gli studenti sono circa cinque! Ci hanno sinceramente ringraziato per la nostra presenza, erano entusiasti che fossimo lì. Continua a leggere