Europa, missione e GBU

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Sono ormai 15 anni che collaboro con il GBU. In questi anni la nostra missione non è cambiata, ma il mondo intorno a noi sì. Comprendere questi cambiamenti ci è sempre utile per condividere il vangelo in modo efficace. Nel nostro caso, per raggiungere gli studenti di oggi.

Oggi l’università italiana cambia, ma non come organismo in sé, separato dal contesto in cui cresce e si sviluppa. Cambia in relazione a ciò che succede nel nostro paese, o, più ancora, in relazione ai venti del cambiamento che soffiano in Europa.

Circa tre anni fa sono stato invitato a prendere parte a un importante evento che si sarebbe dovuto tenere in Polonia nel 2020. Si tratta di un congresso di portata continentale che avrebbe riunito circa 1000 leader evangelici da tutta Europa. Il Movimento di Losanna, promotore e organizzatore di questo evento, esiste da quasi 50 anni per favorire l’avanzamento della missione della Chiesa nel mondo.

Ma il 2020, che è stato l’anno degli eventi cancellati, ha costretto gli organizzatori a posticipare l’evento al 2021. Infatti, forse un po’ ingenuamente (facile dirlo col senno del poi!), speravano che si sarebbe potuti tornare presto a organizzare dei grandi eventi in presenza, lusso che il coronavirus, a oggi, non ci sta ancora permettendo. Lausanne Europe 20/21, quindi, si è trasformato in un grande evento online (un altro!) che ha avuto luogo dal 17 al 20 Novembre e che ha riunito online più di mille leader da tutto il nostro continente per riflettere, pregare, imparare e progettare per l’avanzamento della missione di Cristo in Europa e fino alle estremità della terra.

Dopo il congresso globale di Città del Capo nel 2010 e il raduno di giovani leader a Jakarta nel 2016 (entrambi promossi dal Movimento di Losanna), ho avuto anche il privilegio di partecipare a questo evento, e di farlo in presenza. In che senso? Come si può prendere parte a un evento online in presenza? Beh, la risposta sta nel fatto che mi è stato chiesto dagli organizzatori di essere uno dei presentatori delle diverse sessioni, e questo richiedeva il ritrovarsi in presenza insieme a un ristretto gruppo di addetti ai lavori nella città di Southampton, nel Regno Unito, dal quale l’evento sarebbe stato “streammato”.

Gli input sono stati tanti, come ci si può aspettare da un evento di questa portata. Sul “palco” si sono susseguiti relatori diversi, che hanno portato alla nostra attenzione quelle che sono le sfide e le opportunità maggiori che la Chiesa Europea sta affrontando in questo momento e che affronterà nei prossimi decenni. Qui vorrei evidenziare tre sfide che ho trovato particolarmente rilevanti per noi che svolgiamo il nostro ministero cristiano tra gli studenti universitari:

L’Europa è sempre più internazionale e la chiesa deve rispondere a questa tendenza

Le nostre città stanno cambiando volto, tante persone da ogni parte del mondo vengono in Europa per cercare lavoro e un futuro decente. Se cambia la società, di riflesso cambia anche l’università e ne consegue che anche i nostri gruppi GBU si colorano di internazionalità. Il nostro gruppo qui a Siena (per fare un esempio) è per il 60% circa composto da studenti stranieri. Questo comporta nuove sfide, quali il doversi confrontare con culture e modi di fare diversi, svolgere gli incontri in lingua inglese, ecc. Non è sempre facile fare tutto ciò, ma è una delle sfide che siamo chiamati ad affrontare nella nuova Europa. E proviamo a fare del nostro meglio!

Dare spazio alla nuova generazione di leader

Luke Greenwood, uno dei tanti relatori, ci ha sfidati a tenere in considerazione e lasciare spazio alle prossime generazioni. Questo è sempre stato un punto forte del lavoro tra studenti, che vede i propri gruppi guidati da giovanissimi alle prime armi con il concetto di leadership. Il GBU Italia segue i propri studenti coordinatori, investe in loro, dà loro fiducia, li forma e li incoraggia nello svolgere il loro ruolo. Che privilegio poter affiancare ragazzi giovanissimi e vederli muovere i primi passi nel ministero cristiano e nella conduzione!

Dare voce a categorie di persone la cui voce è stata a lungo soppressa

Una mattina siamo stati incoraggiati (e ammoniti) ad ascoltare coloro la cui voce è stata soppressa dai cristiani europei. Tra queste, la voce delle donne che per troppo tempo è stata sovrastata da quella degli uomini. Il GBU Italia è attento a dare spazio alle donne, coinvolgendole in prima linea nel ministero tra studenti al pari degli studenti uomini (al momento, più della metà degli studenti coordinatori in Italia sono donne!). Che bello vedere studentesse fiorire e crescere, mentre mettono al servizio del vangelo i doni che Dio ha dato loro!

Che Dio benedica l’Europa, la Chiesa europea e il ministero evangelistico tra studenti universitari in un’Europa in continuo cambiamento.

Giovanni Donato
(Staff GBU Siena)

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