Tutto è compiuto: la Festa 2026
Di Giuseppe Palumbo, coordinatore GBU Urbino
Care lettrici e cari lettori, mi chiamo Giuseppe, frequento il secondo anno di Chimica e Tecnologia Farmaceutiche e sono il coordinatore del gruppo GBU di Urbino. Quest’anno ho avuto la possibilità di partecipare, per la prima volta in assoluto, a uno degli eventi più significativi dell’anno: la Festa GBU. Per chi non la conoscesse, non si tratta di un semplice raduno, ma di un convegno studentesco nazionale che riunisce i gruppi di tutta Italia per un weekend nel cuore della Toscana.
Il focus sulla missione!
Le giornate erano scandite da un ritmo che oggi sembra quasi “rivoluzionario” per noi universitari: al centro c’erano la Parola di Dio e la preghiera, alternate a momenti di sano divertimento. Ho apprezzato molto la varietà dei seminari, che restano aperti a temi estremamente attuali. Abbiamo parlato di ansia e stress dello studente “performante”, di come costruire un rapporto genuino con Dio e di come condividere il messaggio di Gesù con i propri compagni di corso, senza filtri o barriere.
Spesso diamo per scontato che l’università sia solo un luogo di esami e scadenze, dove conta solo il risultato. La Festa GBU mi ha sfidato a vedere l’ateneo in modo diverso: come un campo di missione dove la nostra identità non è definita dal libretto universitario, ma da qualcosa di molto più profondo. Siamo la luce nelle università e abbiamo il compito di portare avanti il messaggio del Vangelo che altri, prima di noi, hanno fatto.
Tutto è compiuto
Il tema della festa, “Tutto è compiuto”, riprende le ultime parole di Gesù sulla croce. Ma cosa significano concretamente oggi? Riflettendoci, ho capito che non sono un grido di sconfitta, ma di vittoria. Gesù ha ripristinato un rapporto diretto tra Dio e l’uomo, squarciando da cima a fondo la cortina del tempio che ci separava da Lui.
Ciò che mi ha colpito veramente è stato come Dio abbia parlato al mio cuore attraverso la vulnerabilità di Gesù stesso. Tramite lo Staff e gli amici, mi è stato ricordato che, sebbene la nostra carne sia debole e le prove quotidiane siano dietro l’angolo, lo spirito che resta in preghiera davanti alla croce trova una forza inaspettata. Il sacrificio di Cristo è stato unico: un prezzo altissimo pagato al posto nostro, affinché ogni nostro sbaglio possa trovare quel perdono che Dio non vede l’ora di donarci.
Uniti dalla potenza del vangelo
È stato incredibilmente incoraggiante vedere centinaia di universitari di diversi atenei e di diversi paesi pregare insieme. Vedere così tanti giovani parlare del sacrificio di Cristo come un “solo corpo” ha acceso in me una forte motivazione: tornare a Urbino e continuare a parlare di Gesù da studente a studente, con occhi nuovi.
La vera bellezza della Festa non è stata staccare la spina dallo studio o fare nuove amicizie (anche se è successo ed è stato bellissimo). La vera bellezza è stata riconoscere l’immensità di ciò che Gesù ha compiuto. Leggendo la Bibbia, a volte rischiamo di abituarci al racconto della passione. Ma fermarsi a riflettere su un Dio che suda sangue, che prova un’angoscia, una tristezza mortale e che accetta lo scherno per amore nostro, cambia tutto. Eravamo lì a festeggiare questa vittoria, riconoscendo in Lui il Leone e l’Agnello, il Salvatore che si è fatto uomo per permetterci di ricominciare.
Il momento è adesso!
Se stai leggendo queste righe, vorrei farti una domanda che mi sono posto anche io: cosa stiamo aspettando? Spesso rimandiamo il pensiero di Dio a quando “avremo tempo” o a quando saremo “abbastanza bravi”. Ma la Festa GBU mi ha insegnato che il momento è adesso.
Dio non sta cercando la tua perfezione, ma la tua presenza. Ti sta chiamando a un rapporto reale e sincero perché sei prezioso ai Suoi occhi. Non lasciare che questo invito resti inascoltato; la croce è il luogo dove le nostre colpe incontrano la Sua grazia. Ti incoraggio a pensare ed accettare il dono che Dio ci dà perché ormai tutto è stato compiuto.



